Dalla luce al gas ai materiali edili: con il nuovo anno arriva la stangata
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fonte:
- Messaggero Veneto
Giacomina Pellizzari / UDINE Il mercato dell’energia sembra impazzito con i prezzi che, sulla base della domanda, continuano a salire. La stangata è dietro l’angolo, le bollette del primo trimestre 2022 risulteranno più care del 55 per cento per l’elettricità e del 41,8 per cento per il gas. Se a questi rincari aggiungiamo l’aumento dei prezzi che scatterà su mobili e arredi, il nuovo anno rischia davvero di diventare uno dei periodi difficili per i portafogli dei cittadini. E se il Governo non avesse destinato 3,8 miliardi di euro per ridurre l’impatto, anche in Friuli Venezia Giulia gli effetti dei rincari avrebbero pesato molto di più. Senza contare che la Cgia di Mestre, nel primo semestre, a livello nazionale, non esclude la sospensione temporanea di circa 500 mila posti di lavoro. Le ricadute si avranno anche in regione. LE FAMIGLIE In questo inizio anno segnato dalla pandemia,a fare la stima su quello che resterà nei portafogli anche dei friulani sono le associazioni dei consumatori. Lo fanno per chiedere ulteriori interventi del Governo e all’Europa di imporre prezzi fissi. Gli aumenti per il primo trimestre 2022 decisi dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) segnano un nuovo record rispetto agli aumenti degli ultimi trimestri che lo scorso luglio hanno visto lievitare i prezzi dell’elettricità del 9,9 per cento e del gas del 15,3 per cento. Lo scorso ottobre è andata peggio con un più 29,8 per cento per la luce e un più 14,4 per cento per il gas. Le nuove tariffe si tradurranno in una spesa per la famiglia tipo di oltre 2.300 euro entro il prossimo 31 marzo facendo riferimento però ad aprile 2021: circa 823 euro per la bolletta elettrica (+68% rispetto ai 12 mesi precedente), spiega l’Arera,e circa 1.560 euro per il gas (+64%). Se invece il calcolo prende in considerazione solo l’anno in corso si evidenzia una stangata record da oltre mille euro in più a famiglia. L’U-nione consumatori stima una maggior spesa di 1.008 euro (441 euro per luce e 567 euro per il gas), mentre Codacons arriva fino a 1.119 euro. NELLE AZIENDE Le ricadute non mancano sul fronte industriale, dove si corre ai ripari in vario modo. Per evitare scenari reoccupanti, gli imprenditori friulani hanno approfittato del periodo natalizio per analizzare la situazione. Il gruppo Fantoni,a esempio, ha sospeso l’acquisizione di nuovi ordini fino al prossimo 6 gennaio, mentre l’acciaieria Abs ha deciso di chiudere qualche giorno: riaprirà il prossimo 7 gennaio. Ricadute analoghe si avranno anche in altri comparti: «Nei primi sei mesi dell’anno – stima la Cgia – il caro-energia metterà a rischio, almeno con la sospensione temporanea, 500 mila posti di lavoro in Italia». L’onda lunga arriverà anche in Friuli Venezia Giulia. Con variazioni annue delle tariffe che in alcuni comparti rischiano di raggiungere il +250 per cento, secondo gli Artigiani, anche molte aziende del vetro, della carta, della ceramica, del cemento, della plastica, della produzione laterizi, della meccanica pesante, dell’alimentazione, della chimica, potrebbero essere costrette a fermare la produzione, perché non in grado di far fronte all’aumento esponenziale di questi costi fissi».
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