Dalla Lombardia alla Puglia l’odissea senza fine dei rifiuti
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fonte:
- la Repubblica
di Cecilia Gentile Dal 1 luglio sei nuove discariche apriranno le porte ai rifiuti di Roma. Due sono in Lombardia, le altre in Puglia, Abruzzo, dove a disposizione c’è anche un impianto di trattamento meccanico biologico, Marche e Friuli Venezia Giulia. Una boccata di ossigeno indispensabile per la capitale assediata dalla spazzatura che marcisce in strada. Il conto alla rovescia per la fine dell’utilizzo degli invasi di Civitavecchia e Viterbo infatti è già iniziato. L’ultimo giorno concesso per gettarci i rifiuti della capitale è il 30 giugno. Poi sarebbe stata la catastrofe se Regione e il consorzio E.Giovi di Malagrotta non avessero trovato discariche sostitutive.E mentre dopo l’allarme dei medici per il rischio sanitario il Codacons chiede alla ministra dell’Interno Lamorgese l’intervento dell’esercito per ripulire la città, continua il botta e risposta tra Campidoglio e Regione Lazio sull’emergenza rifiuti, ormai entrata con forza nella campagna elettorale.«A distanza di più di un mese dalla richiesta di Valutazione di impatto ambientale presentata da Roma Capitale per il Tmb di Rocca Cencia, la Regione Lazio non fornisce ancora alcun riscontro», scrive su Facebook l’assessora capitolina ai Rifiuti Katia Ziantoni. «La salute dei cittadini del VI municipio sembra non interessare alla Regione Lazio.I romani si ricorderanno di tutto questo alle prossime elezioni». «Di fronte all’intera città invasa dai rifiuti, la sola preoccupazione esta di Via per l’impianto di Rocca Cencia, l’unico rimasto di proprietà Ama, che l’azienda ha chiesto invece di poter ampliare. Una situazione paradossale, che spiega il disastro della gestione dei rifiuti a Roma», ribatte Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei rifiuti. Di fatto, siamo di fronte all’ennesima schizofrenia nelle scelte di Ama e Campidoglio. Con una lettera protocollata dalla Regione l’8 marzo 2021, l’azienda dei rifiuti ha chiesto alla Regione Lazio una nuova Aia, autorizzazione integrata ambientale, per procedere al revamping e all’ampliamento della capacità di trattamento del Tmb di Rocca Cencia, che ora è sotto sequestro giudiziario e lavora al 60% delle sue possibilità. Con una lettera di segno opposto datata 7 maggio 2021 la direzione Rifiuti del dipartimento Tutela ambiente del Comune ha chiesto invece alla Regione una nuova Via, valutazione di impatto ambientale, ipotizzando l’insostenibilità ambientale di quell’impianto vista l’immediata vicinanza di centri residenziali. Insomma, un modo per interrompere del tutto l’attività dell’impianto di trattamento. Nel frattempo, in attesa che le nuove discariche aprano le porte, ma soltanto fino al 31 dicembre prossimo, l’Ama si trova con il grande, solito problema di dove depositare i rifiuti raccolti da terra, visto che i centri di stoccaggio di cui dispone, Ponte Malnome e Rocca Cencia, sono esauriti da tempo. Per questo i rifiuti rimangono a marcire al sole attirando la fauna della capitale.
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