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18 Agosto 2001

DALLA BEFFA ALLA TRUFFA

Tremila, a volte anche quattromila lire per una bottiglia di acqua minerale, un chilo di pane che alla fine di luglio non superava le tremila lire, a Ferragosto è arrivato a costarne anche cinquemila, piatti di plastica il cui costo è letteralmente raddoppiato e triplicato. E lo stesso discorso vale anche per i tranci di pizza che nei pressi del Teatro San Carlo hanno raggiunto le cinquemila lire per 100 grammi di margherita e le bibite in lattina: qui i rincari sfiorano anche il 300 per cento. Questo l?effetto della stangata ferragostana: cioè i rincari che alcuni negozianti hanno effettuato su tutto quello che nel periodo delle ferie diventa genere di prima necessità. Stangata che sarà oggetto di una denuncia alla Procura della Repubblica da parte del Codacons, l?agguerrita associazione a tutela dei consumatori. Ad annunciarlo, è stato il coordinatore napoletano del Codacons, l?avvocato Giuseppe Ursini: «Abbiamo avuto numerosissime segnalazioni da parte dei cittadini, e anche da parte di turisti, che a Napoli ci sono stati negozianti che hanno rincarato immotivatamente i prezzi delle vivande ma anche di altri generi di prima necessità. Di qui la decisione di presentare lunedì prossimo un esposto in Procura».

Una brutta abitudine, quella dei rincari nel periodo delle ferie, cioè quando gran parte dei negozi è chiusa e il «prezzo» lo stabiliscono quei pochi esercizi che non hanno abbassato le serrande. Per loro il periodo dal punto di vista degli affari è stato d?oro, visto che in città sono rimasti il 55 per cento dei napoletani, ai quali vanno aggiunti migliaia di turisti che mai come quest?anno hanno scelto Napoli quale meta ferragostana. Un gioco al rialzo da cui la città era stata immune fino a quando nel periodo delle ferie risultava vuota. L`inversione di tendenza la «manna» per chi ha pensato bene di rinunciare alle vacanze e non abbassare le serrande: «Tante le segnalazione ricevute – prosegue Ursini – che abbiamo girato anche al Comune, all?assessorato al Commercio. Fino a qualche tempo fa per far sanzionare questi soprusi ci si poteva rivolgere all?ufficio dell?Annona. Ora non è più così. L?unica è denunciare queste persone per frode in commercio. Piuttosto, è il Comune che deve fare la sua parte richiamando all?ordine e magari ritirare la licenza a chi impone queste odiose gabelle».

Dunque, il Codacons ha dichiarato guerra, a colpi di carta bollata, a quei negozianti che hanno speculato e lucrato a danno dei consumatori nel giorno e in generale nel periodo di Ferragosto. Nel mirino anche i mercatini rionali e gli abusivi. Questi ultimi, oltre a vendere ogni tipo di mercanzia alimentare prodotta chissà come e dove, hanno immediatamente adeguato il listino prezzi a quello dei negozianti aperti: «È un fenomeno che non mi sorprende – conclude l?esponente del Codacons Napoli – è un fatto del tutto normale che i prezzi in certe occasioni si omologhino. L?importante è che le autorità una volta venute a conoscenza di questo mercato parallelo corrano ai ripari. Intanto, confermo che lunedì depositeremo l?esposto in Procura e invito quei cittadini che ci hanno telefonato, davvero molti, e chi è stato vittima del ?caro-Ferragosto? a venire nella nostra sede. Perché? Perché l?esposto può essere controfirmato da loro visto che è contro ignoti».

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