14 Aprile 2011

Dalla Bce una mazzata per le famiglie

Dalla Bce una mazzata per le famiglie
 

Le famiglie italiane con un mutuo casa a tasso variabile dovranno pagare mediamente 132,4 euro in più ciascuna a causa del rialzo del costo del denaro recentemente deciso dalla Bce.Lo afferma un’indagine della Cgia di Mestre, stimando l’importo della rata su una vita residua media dei mutui in essere di 13 anni. Nel Paese sono 2.233.000 i nuclei familiari titolari di un mutuo casa variabile. Le famiglie più colpite – afferma la Cgia – saranno quelle del Centro-Sud: in particolare quelle residenti nella provincia di Pescara (+207,7 euro), di Cagliari (+204,9, di Roma (+203,4), di Sassari (+ 201,6) e Napoli (+198,7). Le meno investite dagli aumenti, invece, saranno quelle che risiedono nelle nuove province sarde: Carbonia-Iglesias (+29,7 euro), Medio Campidano (+23) e Ogliastra (+15). Questi effetti, osserva il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi, non tengono conto peraltro di ulteriori eventuali incrementi del costo del denaro che potrebbero essere applicati a livello locale dagli istituti bancari.Su 3.350.000 famiglie italiane con un mutuo casa, circa due su tre hanno in essere un mutuo a tasso variabile, e perciò saranno toccate dal provvedimento della Bce. Attualmente la rata media a livello nazionale è pari a 713,8 euro che, con il rincaro medio stimato di 132,4 euro, porterà la rata media annua a pesare sui portafogli dei nostri nuclei familiari per 724,8. "Gli inasprimenti più consistenti – conclude Bortolussi – si avranno nelle realtà territoriali dove sono maggiori i livelli di insolvenza e la dimensione media del mutuo per l’acquisto dell’abitazione".Intanto, secondo l’Istat, i redditi delle famiglie tornano a crescere, nel 2010, dello 0,9 per cento, mentre la propensione al risparmio si è attestata al 12,1 per cento, registrando una diminuzione di 1,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il potere d’acquisto delle famiglie nel 2010 risulta in riduzione dello 0,6 per cento (che nel 2009 era stata pari al 3,1), mentre la spesa per consumi finali è lievitata del 2,5 per cento. I dati relativi al quarto trimestre evidenziano che la propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile), calcolata sui dati destagionalizzati, è stata pari al 12,4 per cento, superiore di 0,5 punti percentuali in confronto al trimestre precedente, ma inferiore di 0,8 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2009.Nell’ultimo trimestre dell’anno, invece, la crescita del reddito disponibile in confronto al trimestre precedente (+1,4 per cento) è stata superiore a quella riscontrata dalla spesa per consumi (+0,8 per cento), il che ha determinato il rialzo congiunturale del tasso di risparmio. Sempre nell’ultimo trimestre del 2010 il potere di acquisto dei nuclei familiari (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è progredito dello 0,8 per cento rispetto al trimestre precedente, tornando sui livelli rilevati alla fine del 2009. Commentando i dati, Codacons ha sottolineato che "è la media del solito pollo, sono dati falsati, ancora più preoccupanti se si considera che arrivano dopo il crollo del 2009 del 3,1 per cento"."Pensionati e famiglie a rischio di povertà relativa hanno un’inflazione maggiore in confronto alla media degli altri nuclei familiari italiani: il ridimensionamento del loro potere d’acquisto è, quindi, doppio", aggiunge il Codacons, che già da tempo chiede al governo indici ed indicatori differenziati per fasce di reddito e sociali. "Sarebbe necessario soprattutto un indice dei prezzi ad hoc per i titolari di trattamenti di quiescenza sul quale determinare l’adeguamento delle pensioni", conclude il Codacons.Tornando nuovamente all’istituto centrale europeo, è di fatto partita da qualche giorno la corsa per la designazione del successore del presidente Bce, Jean-Claude Trichet. Il nome sarà individuato entro fine giugno. Ad annunciare la scansione dei tempi è stato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble, anche se il ministro, Giulio Tremonti, ha detto che durante l’Ecofin della questione non se ne è ancora parlato. Al riguardo Trichet ha puntualizzato:"non decido io".Mentre il ministro delle Finanze spagnolo, Elena Salgado, ha affermato che per un’eventuale candidatura di Mario Draghi – tra i nomi in prima fila per l’attribuzione dell’importante incarico – "la nazionalità non conta".
 

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