17 Ottobre 2020

Dall’ industria un mini-traino al Pil

PESA INCERTEZZA DELLE FAMIGLIE. INFLAZIONE ANCORA NEGATIVA A SETTEMBRE Nel III trimestre +12%. Visco: servono almeno 2 anni per tornare a livelli pre-Covid Roma Segnali contrastanti dell’ economia dopo la forte caduta determinata dallo scoppio della pandemia. Con la crescita che resta largamente dipendente dalle misure di sostegno messe in campo da governi e istituzioni internazionale. E nonostante l’ inflazione risenta ancora della debole domanda, le famiglie vedono un graduale miglioramento delle proprie condizioni. Non è un quadro tutto a tinte fosche quello tracciato dalla Banca d’ Italia nel suo ultimo Bollettino economico. Tuttavia, dal governatore Ignazio Visco arriva un monito: saranno necessari «almeno un paio di anni» prima di tornare ai livelli pre-Covid. Secondo le valutazioni di Palazzo Koch, «anche grazie alle misure di stimolo», l’ incremento del Pil potrebbe essere pari «al 12%, sospinto soprattutto dal forte recupero dell’ industria, dove le imprese prevedono un andamento più favorevole della domanda nei prossimi mesi». Secondo le indagini di Bankitalia migliorano anche le condizioni economiche delle famiglie, pur con un’ elevata propensione al risparmio a fini precauzionali. Bankitalia conferma lo scenario che prevede «una caduta del Pil (italiano) di poco inferiore al 10%, con una successiva molto graduale ripresa ». Le prospettive restano comunque vaghe e «condizionate dall’ incertezza circa l’ evoluzione della pandemia, la cui incidenza è in aumento nelle ultime settimane, e dalle possibili ripercussioni sui comportamenti delle famiglie e delle imprese», ribadisce Bankitalia. Per questo Palazzo Koch lancia un monito al governo: per ottenere «pieni benefici» dalle misure espansive anti-Covid «è essenziale adoperarsi per accelerare i tempi di realizzazione e assicurare la qualità degli interventi». E a proposito di inflazione, non si ferma la caduta generalizzata dell’ indice dei prezzi di beni e servizi. L’ Istat segnala che a settembre l’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività – al lordo dei tabacchi – registra una diminuzione dello 0,7% su base mensile e dello 0,6% su base annua. La deflazione è in ulteriore accele- razione rispetto al mese precedente, quando l’ indice era pari a -0,5%. L’ Istituto di statistica ha peggiorato le sue stime preliminari, pari a un valore stabile a -0,5%. Si indebolisce la componente di fondo: quella al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici rallentano entrambe, rispettivamente da +0,3% a +0,1% e da +0,4% a +0,2%. Resta invece vivace il cosiddetto carrello della spesa, che comprende i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona: nel mese accelerano lievemente da +0,9% a +1%. Nuovo record – segnala Coldiretti – del 10,2% per la frutta. Discordanti i pareri delle associazioni dei consumatori. Se l’ Unione nazionale consumatori festeggia la rinnovata deflazione come una «buona notizia» e calcola una diminuzione della spesa complessiva per una coppia con due figli di 217 euro l’ anno, il Codacons segnala che il risparmio medio calcolato – 239 euro per un nucleo con due figli – è causato «dal crollo dei consumi che si registra da mesi in Italia. Non bisogna infatti confondere le cause della deflazione, estremamente negative sul lungo termine, con gli effetti per le famiglie, positivi solo sul breve periodo». Segnali positivi arrivano intanto dal commercio estero. Ad agosto si stima una crescita dell’ export del 3,3% e un aumento dell’ import del 5,1%. Nel trimestre giugnoagosto – rispetto al precedente – le esportazioni registrano un aumento del 26,2%. Maurizio Carucci RIPRODUZIONE RISERVATA

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