6 Luglio 2007

Dall` Aeroporto di Ciampino il messaggio è chiaro: non c` è da preoccuparsi

DALL`AEROPORTO di Ciampino il messaggio è chiaro: non c`è da preoccuparsi. Il sistema di sicurezza ha funzionato a dovere. Ma c`è anche chi chiede ulteriori chiarimenti e che ritiene la sicurezza nello scalo romano “seriamente a rischio“. Il sindaco di Ciampino, Walter Enrico Perandini, indica “l`avvento dei voli low-cost come il fattore che ha messo a rischio la sicurezza di un aeroporto inadeguato ad accolgiere questo tipo d`attività. Come ha potuto – aggiunge Perandini – accadere che all`indomani dell`allarme terrorismo a Londra e New York, uno straniero sia riuscito a fare una passeggiata indisturbato nella pista con due zaini indosso“. Il Codacons ha chiesto che la direzione all`Enac “fornisca rassicurazioni in merito e verifichi se vi siano state omissioni o carenze sotto il profilo della sicurezza, in un momento in cui il livello di allarme è elevatissimo e altrettanto elevati dovrebbero essere i controlli“. Il direttore dell`aeroporto di Ciampino, Sergio Leganante, ha risposto che “la sicurezza è garantita in modo totale. Quello dello straniero che ha invaso la pista è un avvenimento che purtroppo è accaduto, ma noi siamo sicuri di essere in linea con la normativa vigente. Nell`area dove la Finanza controlla il passaggio dei cargo merci la vigilanza è altrettanto alta e le recinzioni rispondono ai criteri di sicurezza previsti“. Anche se un esperto di sicurezza nelle istallazioni militari come Luca Comellini, ricorda che “fatti di questo tipo una volta non accadevano. Se qualcuno era sorpreso in attività come quella dello straniero a Ciampino veniva fermato immediatamente, quando era ancora innocuo“. L`esperto spiega che le istallazioni di sicurezza, sia militari che civili, “a Ciampino sono molto ampie e per il controllo serve molto personale. Ma i fondi per finanziarlo sono stati ridotti e sono venute a mancare ingenti risorse umane. Le zone militari sono sicure, ma altrove la sicurezza è più difficile da garantire“. L`aspetto delle risorse umane che scarseggiano è il difetto messo in risalto anche dal delegato del Cocer, Roberto Congedi: “Questi episodi – spiega Congedi (il quale parla a titolo personale) – non si verificherebbero se ci fosse maggiore sorveglianza militare che purtroppo manca perché il personale ha subito una contrazione e le aree da controllare sono sempre le stesse. Se si investe di meno sul personale almeno venga potenziato l`aspetto teconologico. Così i rischi dimunuirebbero notevolmente. Ma ciò non avviene“. Il ragionamento del delegato Cocer è semplice: “Con il taglio del 15 per cento del reclutamento militare previsto in Finanziaria non si riduce solo il personale dell`Esercito, ma anche quello di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Infatti un volontario oggi può decidere dopo un anno se rimanere nell`Esercito o indossare un`altra divisa, ad esempio entrare nella Polizia“. Insomma, secondo gli esperti del settore, sono i ranghi ridotti delle forze dell`ordine il primo problema da risolvere per arginare episodi come quello dell`etiope che ha invaso la pista di Ciampino.

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