Dal Tar stop al Codacons
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fonte:
- Milanofinanza.it
Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta del Codacons di annullare il via libera al recente aumento di capitale da 3 miliardi, concluso il 16 giugno. L’ associazione dei consumatori aveva chiesto di sospendere l’ autorizzazione concessa dalla Consob in attesa della conclusione degli accertamenti sulle operazioni di bilancio avviati dalla Procura di Milano. Accertamenti che riguardano la natura e la contabilizzazione dell’ operazione sul btp 2034 che è alla base della ristrutturazione dello strutturato Alexandria negoziata dai precedenti amministratori con Nomura. Per l’ associazione Alexandria andava indicato nel bilancio Mps a saldi chiusi, come un derivato sintetico, e non a saldi aperti come ha fatto la banca. L’ intento era insomma quello di bloccare l’ aumento, attraverso l’ annullamento dell’ approvazione Consob, ritenendolo un’ operazione finanziaria rischiosa per gli investitori. Ieri però la seconda sezione del Tar del Lazio ha respinto il ricorso, ribaltando le accuse mosse dall’ associazione. Secondo il tribunale, nel prospetto Consob avrebbe fornito al mercato le informazioni necessarie sulle operazioni Alexandria e Santorini e dunque non ci sarebbero i presupposti per contestare la contabilizzazione che Mps ha fatto di queste operazioni. «L’ esercizio della vigilanza di Consob su Mps», si legge nella sentenza, «si è pienamente conformato alle linee guida» previste, e «può concludersi che la stessa è stata penetrante, completa e coerente al quadro delle linee guida assunte l’ 8 marzo 2013». La conclusione «conduce alla declaratoria di totale e manifesta infondatezza» delle richieste dell’ associazione di consumatori, giacché compulsando documenti, allegati a bilanci e rendicontazioni «l’ investitore e il risparmiatore sono in grado di percepire in modo agevole l’ eventuale rilevanza dell’ impatto economico dell’ operazione Alexandria, considerata come derivato sintetico». Proprio mercoledì primo luglio del resto sul tema si è espresso anche il Consiglio di Stato, respingendo il ricorso del Codacons sulla decisione del Tar del 18 giugno che non aveva concesso la sospensiva sempre in relazione all’ aumento Mps. Intanto Pietro Modiano ha smentito un proprio interesse per la presidenza della banca dopo l’ uscita di Alessandro Profumo. «Resto in Sea», ha dichiarato ieri il banchiere che oggi presiede la Sea Aeroporti di Milano. Insieme a Massimo Tononi, presidente di Borsa Italiana, Modiano era uno dei papabili alla guida di Rocca Salimbeni, ma oggi la candidatura è ufficialmente tramontata. In ogni caso non c’ è fretta per la nomina. Profumo dovrebbe lasciare l’ incarico solo all’ inizio di agosto, in occasione dei conti semestrali, mentre l’ assemblea per la nomina del successore è attesa per settembre inoltrato. (riproduzione riservata)
bernardo soave
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