16 Maggio 2012

Dal sostegno ai blitz Gdf agli assalti alle sedi

Dal sostegno ai blitz Gdf agli assalti alle sedi

«EQUITALIANONPUÒCHEPARLAREUNLINGUAGGIO
CONDIVISO DAI CONTRIBUENTI IN REGOLA
CONILFISCO».POTREBBECONCLUDERSICOSÌ la riflessione
di un cittadino che non ha pendenze con
l’amministrazione finanziaria di fronte alla rappresentazione
che i media stanno dando di Equitalia.
Questa considerazione è tanto più vera in un Paese
dove ogni anno sfuggono all’imposizione fiscale
circa 250 miliardi di euro, pari a circa 100 miliardi
di minori entrate. In poche settimane siamo passati
dal sostegno ai blitz antievasione di Cortina, di
Courmayeur, di Firenze, di Milano, ecc., agli assalti
alle sedi di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate.
Un signore in arretrato con il pagamento di 9
annualità del canone Rai occupa una sede
dell’Agenzia e riesce ad avere il sostegno politico
ed economico (pagamento delle spese legali) della
Lega Nord e del Codacons. Accade anche che ex
ministri della Repubblica, dopo aver portato il Paese
ad un passo dal precipizio, incitino alla rivolta
fiscale. Ma andiamo con ordine. Non c’è dubbio
che Equitalia si trovi ad operare in un momento di
estrema difficoltà per famiglie e imprese, ma non
dimentichiamo che l’agenzia sta procedendo alla
riscossione di crediti relativi agli anni 2005, 2006,
2007 e che in pochi anni la nuova struttura di Equitalia
(operativa dal 2006) è passata da una raccolta
di 3,8 miliardi nel 2005 ad una di 8,9 del 2010. Il
2011 si è chiuso con una leggera flessione a causa
del rallentamento della riscossione: 8,6 miliardi.
Un altro argomento sul quale si soffermano molti
osservatori è quello dell’aggio, considerato eccessivo
(9%). L’aggio serve però a sostenere le spese di
gestione di Equitalia. Per questo ai vecchi concessionari
veniva riconosciuto un importo forfettario
di 470 milioni nel 2005. Dal 2006 tale contributo
è stato ridotto fino ad azzerarsi dal 2009. Da quella
data l’attività di riscossione non è più a carico
della fiscalità generalemadei contribuenti in debito
con il fisco. Porre questo il tema obbliga a rispondere
alla domanda se l’attività di riscossione debba
finanziarsi con l’aggio o attraverso la fiscalità
generale.
Non c’è dubbio che ora si deve allentare la pressione
nei confronti dei contribuenti. Ma già oggi
un milione e seicentomila di questi utilizzano lo
strumento della rateazione per un importo di quasi
20 miliardi. Rateizzare significa dilazionare il
debito in 6 anni, con la possibilità, in caso di ulteriori
difficoltà di poter rateizzare per altri 6 anni. Infine,
il tema dei rapporti fra Equitalia, Comuni e
Regioni. La normativa prevedeva che dal 1 gennaio
2012 l’attività di riscossione per conto dei Comuni
passasse agli enti territoriali per i loro tributi.
Su richiesta dell’Anci la data è stata prorogata al
1 marzo 2013. Ora Comuni e Regioni dicono di volersi
dotare di società per la riscossione,mal’obiettivo
non è chiaro. Le regole per l’attività di riscossione
sono le stesse per Equitalia come per qualunque
altra società che svolga quest’attività.

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