13 Febbraio 2007

Dal sindaco un terzo delle cerimonie Al Nord si arriva fino al 43 per cento

ROMA Chissà se anche per i Dico si instaurerà l`abitudine di festeggiare: nozze di serie B (come protestano dall`opposizione) con ricevimento di serie A. O se invece sia anche l`occasione per risparmiare sulle folli spese di nozze. L`Istat fotografa il matrimonio e mette in luce un trend sempre più negativo per l`istituzione. Se il motivo sia banalmente economico, come spiega il Codacons lanciando l`allarme sul “caro-nozze“, o se invece la causa debba ricercarsi nei più complicati rapporti sentimentali in continua, e accelerata, trasformazione, si vedrà. Certo è che mentre in Parlamento si litiga sui Dico e la Chiesa alza barricate, leggendo i dati Istat viene da pensare che tutto sia già cambiato e che la vita sia, come sempre, un passo avanti alle norme. Dagli anni `70 continue scosse di terremoto minano le fondamenta della famiglia con un`emorragia implacabile di fans dell`abito bianco. E chi alla fine cede (nel 2005 ne sono stati celebrati poco più di 250mila) lo fa sempre più tardi prolungando il periodo a casa di “mammà“. Aumentano le coppie di fatto (500mila nel 2005) che trincerano la loro scelta dietro frasi tipo: “così ci scegliamo ogni giorno“. Ma questo avviene più al nord che nel tradizionalista sud. E aumentano quindi anche i bambini nati al di fuori del matrimonio, attualmente intorno al 15% (circa 80mila all`anno), il doppio rispetto a 10 anni fa. Crescono le separazioni e i divorzi mentre salgono i matrimoni misti, una realtà di cui ci eravamo accorti nella cronaca di tutti i giorni con le difficoltà che emergono spesso dalle coppie di diversa religione e cultura, ma anche con l`invasione delle bellezze dell`est. Gli uomini preferiscono sempre più cercare le compagne all`estero (circa 9 matrimoni su 100 al Centro-Nord e 7 matrimoni su 100 a livello medio nazionale). E adesso chi lo va a dire in Vaticano che l`Istat segnala una netta rimonta delle nozze civili sulle nozze religiose? I dati mostrano che un “sì“ su tre è pronunciato davanti al sindaco: il 32,4% di tutti i matrimoni. Solo 10 anni fa l`incidenza delle unioni civili non arrivava al 20%. Anche in questo caso nord e sud hanno due “velocità“: sono celebrati con il solo rito civile oltre il 43 per cento dei matrimoni registrati al Nord, il 35 per cento di quelli registrati al Centro, mentre al Sud questo valore è del 18 per cento. E nel 2004 sono stati 28 i comuni capoluogo del Nord e del Centro in cui i matrimoni civili hanno superato quelli religiosi. In pole position Bolzano che con il 78,9 per cento guida la classifica dei capoluoghi con più unioni civili, seguono Aosta, con il 51,2 per cento, Verona (50,6 per cento), Vercelli e Ferrara (50,4). Che all`altare o davanti al sindaco arrivino sempre meno fanciulle in fiore è storia vecchia confermata da questa ricerca secondo cui l`età media è intorno 32 anni per lui e 30 per lei, una soglia da cui i medici impietosamente definiscono le aspiranti mamma “primipare attempate“. E dallo scorso decennio la tendenza a rinviare le prime nozze si è ancora accentuata. Agli inizi degli anni 90, per esempio, la maggioranza dei 35 enni era sposata, solo il 17 per cento era ancora celibe o nubile; oggi questa percentuale è salita al 30 per cento. Nessun segno di ripresa, dunque, per l`istituzione matrimoniale che fallisce in un caso su tre (80 mila coppie all`anno si separano). Ma visto che l`ottimismo è una droga potente ecco che in molti ci riprovano (in quasi il 10% delle nozze almeno uno degli sposi è alla sua seconda esperienza). Chi comunque aderisce al progetto “per sempre, nella buona e nella cattiva sorte“, si riserva una cautela patrimoniale scegliendo il regime di separazione dei beni (al nord prevale nel 56 per cento dei casi, mentre al sud solo nel 47,5 per cento). Non solo amore.

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