18 Febbraio 2016

Dal sindaco Costa decisione tardiva

Dal sindaco Costa decisione tardiva

LA trasformazione di alcune aree cittadine in parcheggio, in particolare piazza Martiri D’ Ungheria – conosciuta da tutti come piazza Municipio – ha dato origine ad una compatta levata di scudi da parte del forum delle associazioni, Codacons, Adoc, che giudicano il provvedimento dell’ ammini strazioneprivo di logica epenalizzante peri cittadini. Al di là della condivisione o meno della posizione assunta dalle menzionate associazioni, non vi è dubbio che la stessa è molto suggestiva, anche se sostenere che consentire il traffico ed il parcheggio nello spazio antistante la scuola don Bosco abbia di fatto privato i cittadini di un punto d’ incontro rappresenta una mezza verità. Non possiamo infatti dimenticare che ormai da lungo tempo quello spazio non era più – non sono in grado di affermare se in seguito ad un formale provvedimento, o semplicemente di fatto- un’ isola pedonale, ma un’ accozzaglia di autoveicoli parcheggiati in doppia e tripla fila. Pertanto la decisione dell’ am ministrazione appare meno “sconvolgente”, riducendosi in sostanza ad una regolamentazione di ciò che prima era consentito in modo caotico. Riportati i fatti nel loro giusto alveo, si può ora discutere se fosse preferibile un provvedimento diverso da quello adottato. In primo luogo credo che se le associazioni avessero messo da parte le critiche ed il conflitto ad ogni costo, privilegiando un percorso diverso nel chiedere ilripristino della vecchia isola pedonale, avrebbero, con molta probabilità, ottenuto dall’ amministrazione Il sindaco, Elio Costa una disponibilità diversa. In ogni caso reputo che la battaglia intrapresa sia da condividere e sostenere. Una scelta incomprensibile, quella dell’ amministrazione, che a mio avviso va oltre il disagio causato ai cittadini, scontrandosi con uno degli obiettivi che il sindaco aveva dichiarato di voler perseguire: restituire alla città quel decoro urbano che gli era valso l’ appellativo di “giardino sul mare”. A tal proposito va chiarito che una cosa sono le obiettive difficoltà (economiche nel caso di Vibo) che limitano e comprimono l’ ope ratività di un’ amministrazione, altra cosa sono le scelte sbagliate, la cui difesa ad oltranza dimostra preoccupanti limiti. Non si comprende perché il sindaco non sia intervenuto prima per porre rimedio ed evitare che si incancrenisca una vicenda dalla facile soluzione. Il silenzio mantenuto fino a ieri ha dato nuova forza a tutti coloro che dubitano della capacità complessiva di Costa di tenere in pugno l’ intera macchina po litico -amministrativa, argomento sul quale è bene spendere qualche parola. A tal proposito non può essere taciuto che ogni sindaco è soggetto alla legge dei numeri, la quale impone la ricerca di continui equilibri, ma è anche vero che tale esigenza non può assorbire tutte le energie di un primo cittadino, condizionandolo nelle scelte fondamentali. Non ci sono sicurezze sulla circostanza che Costa stia vivendo tale travaglio, ma certamente in città si sta diffondendo questo sentimento. Immagino che in tal senso un ruolo fondamentale lo stiano rivestendo due fattori: la constatazione che, pur di fronte allo scarso supporto fornito da qualche assessore e dalla macchina burocratica, il sindaco stia rimanendo inerte, ed il ricordo della tempra che Costa dimostrò, in occasione del suo primo mandato, di fronte alle eccessive ingerenze dei due parlamentari dell’ epoca. Non credo che sei mesi siano sufficienti per mettere a punto una macchina amministrativa perfettamente funzionante -anche se nel caso concreto qualche sostanziale correttivo è evidente che vada apportato – per cui sembrano prematuri i dubbi sulle capacità gestionali e sulla mancanza di tempra nei confronti dei presunti manovratori esterni che, attraverso l’ imposizione di uomini e scelte, mirerebbero a condizionare la vita amministrativa. Guido Preta.

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