Dal primo gennaio diminuisce del 2,2% il prezzo della luce ma aumenta del 2,8% quello del gas
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA Dal primo gennaio diminuisce del 2,2% il prezzo della luce ma aumenta del 2,8% quello del gas. Per le famiglie significa un aumento complessivo dell’ 1,1% pari a 16 euro sull’ intero anno. Sono queste le decisioni dell’ Autorità per l’ Energia che ha accompagnato, è non è una coincidenza, l’ annuncio sulle nuove tariffe 2010 con l’ avvio di un’ indagine sul mercato del gas e in particolare sulle «modalità e condizioni di approvvigionamento del gas naturale destinato alla fornitura nell’ ambito del servizio di tutela», cioè quello riservato alle famiglie che non hanno optato per il mercato libero. Cosa ha portato all’ aumento del gas? «Per il gas pesa l’ aumento dei prezzi petroliferi afferma il presidente dell’ Autorità, Alessandro Ortis pur se in termini attenuati e diluiti dai metodi da noi adottati per l’ aggiornamento trimestrale delle bollette. In effetti abbiamo dovuto assistere ad un nuovo balzo del barile, superiore all’ 80% in dollari dal dicembre 2008 al dicembre 2009. Per l’ energia elettrica, invece, stiamo raccogliendo i vantaggi della maggior concorrenza che ha portato ad una diminuzione dei prezzi del 10% in 15 mesi. Infine – ha concluso Ortis – ricordo le possibili riduzioni di oltre il 15% sulla spesa annuale al netto delle tasse, per le famiglie più bisognose che possono usufruire dei bonus gas ed elettricità». Quindi la diversa metodologia di calcolo (il prezzo della luce si basa sull’ andamento degli ultimi sei mesi, quello del gas sugli ultimi nove mesi) e il corso dei prezzi del petrolio hanno giocato un ruolo. Ma lo ha svolto anche la poca concorrenza sul mercato del gas, liberalizzato dal 2005 ma ancora poco mosso nonostante qualche offerta si cominci a vedere. Da qui la decisione di voler approfondire le cose con l’ indagine annunciata dall’ Authority che sottolinea la differenza con il mercato dell’ elettricità, più competitivo. In effetti, il gas costa meno oggi di quanto non costasse un anno fa. Il risparmio per i clienti è comunque sostanzioso: esattamente del 13,3%. Il rincaro infatti riguarda la differenza di prezzo che avremo nel primo trimestre 2010 rispetto al quarto trimestre 2009. Sarebbe stata del 3,2% ma è stata attenuata dalla riduzione delle tariffe di trasporto e distribuzione del gas decisa dall’ Authority. Comporterà una maggior spesa di 26 euro in un anno contro i 185 euro di riduzione registrata nel 2009. Il bilancio è comunque positivo nonostante la tendenza sia ad una ripresa dei prezzi. Per proteggere le famiglie numerose e meno abbienti ci sono comunque i bonus per l’ elettricità (1.50.000 famiglie lo ha già in bolletta) e il gas che possono essere richiesti al Comune di residenza e che comportano risparmi valutabili tra il 15 e il 20% sulla bolletta. Proprio ieri il ministero del Tesoro ha reso noto che un ulteriore bonus di 20 euro a bimestre (per chi usa gas o gpl per riscaldamento, cucina o acqua calda) sarà caricato sulla social card , per chi ne ha diritto, fino all’ esaurimento del finanziamento messo a disposizione da Eni e Eni Foundation. Adusbef e Federconsumatori ipotizzano nuovi aumenti ad aprile e chiedono al governo di intervenire con un vero e proprio blocco delle tariffe «nel decreto "Milleproroghe" per le famiglie che sono già disastrate dalla crisi». Per il Codacons questa «è solo la prima stangata del 2010, cui seguiranno tutto l’ anno altri rincari tariffari che svuoteranno ancor più le tasche delle famiglie». Il ministro dello Sviluppo Scajola sostiene, per la prima volta, che «è il momento di introdurre maggiori flessibilità nelle contrattazioni all’ ingrosso rispetto a quelle attuali, volte anche ad incrementare l’ efficienza nell’ uso delle infrastrutture, mediante riforme strutturali interne e promuovendo la revisione delle condizioni economiche dei contratti esistenti con i Paesi produttori. In tal modo, il mercato del gas naturale potrà gradualmente reagire, come nel caso elettrico, al gioco di domanda-offerta che è alla base dei meccanismi nei mercati energetici di tutta Europa, dove il gas oggi è scambiato a prezzi più convenienti rispetto a quelli italiani».
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