15 Settembre 2020

Dal pranzo alla connessione Guai e disagi al tempo del Covid

viaggio tra gli istituti che hanno ripreso le lezioni con le nuove regole
Gel, mascherine, distanziamento. Ma anche banchi monoposto, termoscanner all’ ingresso e – quasi ovunque – l’ impiego della didattica a distanza. L’ anno scolastico si apre sotto il segno della lotta al virus anche se, in qualche caso, sembra ispirata all’ improvvisazione. Nel liceo scientifico di via Campania, tra i più popolosi della città con 1450 studenti, per sistemare i banchi rispettando il distanziamento sono stati sfruttati anche i locali adibiti a laboratorio e sale multimediali. «Abbiamo differenziato l’ ingresso delle prime dalle altre classi – spiega la dirigente – e siamo stati aiutati dai ragazzi più grandi che hanno fatto da accoglienza ai nuovi studenti». Le prime e le quinte classi sono quelle che beneficeranno meno della didattica a distanza. Ma, a dispetto degli investimenti fatti, incluso il corso di aggiornamento per lezioni su Google meet , al liceo classico, scientifico e linguistico ci si è dovuti arrendere all’ imprevisto: l’ assenza di connessione ha fatto saltare la didattica a distanza. Nel plesso Alonzi dell’ Ic Padre Semeria i bambini delle elementari siedono alternativamente sul lato lungo e su quello corto dei banchi. Una soluzione resa indispensabile dal fatto che mancano i banchi monoposto. Nell’ istituto mancano anche le mascherine e dunque, lamenta una mamma «abbiamo dovuto provvedere da soli». Tra i problemi segnalati, anche quello del pranzo. «Abbiamo chiesto un lunch box per evitare l’ incontro delle classi a mensa ma la scuola non ha il montacarichi». Sospeso l’ orario prolungato. La segnaletica per terra ricorda di mantenere il distanziamento fisico. Le classi sono divise in base all’ indirizzo di studi e i ragazzi entrano da ingressi separati. Mentre gli studenti, con la mascherina, vengono fatti entrare uno alla volta dal personale scolastico che misura loro la temperatura con il termoscanner. Per evitare assembramenti il liceo classico di piazza del Collegio Romano impiega anche gli spazi della cappella messa a disposizione dai padri gesuiti più laboratori e aule docenti. Qui si è diviso in corsie il cortile, transennando lo spazio in modo da dividere una classe dall’ altra. Inoltre le medie sono state distribuite in un altro fabbricato, quello del Pontificio istituto maestre pie filippine, che si trova a poca distanza e che è stato messo a disposizione dalle suore. Banchi singoli e impronte colorate con segnali per indicare ai bambini, dai 3 anni in su, il giusto distanziamento da rispettare. La scuola ha anche organizzato ingressi e uscite diversificate per evitare assembramenti anche dei genitori. Nel liceo storico della Capitale si è deciso di seguire la rotazione: 800 studenti seguiranno in classe le lezioni, altri 400 saranno collegati da casa. Quanto ai banchi l’ istituto ne ha acquistati 250 chiedendone altrettanti al ministero (non ancora disponibili). La scuola, denunciano i genitori che si sono rivolti al Codacons, è sprovvista di mascherine come pure di banchi monoposto. Le famiglie sono state avvisate che dovranno provvedere autonomamente alle protezioni. Mascherine, gel e distanziamento: anche al liceo classico del quartiere Trieste sono state recepite le norme anti Covid. Al via le lezioni: gli studenti seguiranno da banchi monoposto e da quelli doppi riconvertiti all’ uso singolo. Realizzata la segnaletica per rispettare il distanziamento (fin dal giardino dell’ istituto) e gli ingressi scaglionati da più cancelli con orari diversi per le varie classi in modo da scongiurare gli assembramenti .
ilaria sacchettoni

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