Dal paniere dell?Istat via decoder e cd
-
fonte:
- La Stampa
Torna il telefono fisso
ROMA.
Dentro cinque, fuori dodici: arrivano la pasticceria fresca, l?estetista, il pesce locale, il costume da bagno per uomo e i nuovi apparecchi multifunzione di telefonia fissa. Via le spese per pediatria e pedicure, la torta preconfezionata, il cotton fioc, l?antenna satellitare e il decoder, il lettore di compact disc, l?autoradio, il compasso, i pattini a rotelle, gli accessori per i telefoni cellulari, le spese per la riparazione del videoregistratore e per la navigazione lagunare. Anche quest?anno, puntuale, è arrivato il nuovo paniere Istat stracarico di polemiche. Cinquecentosessantadue «posizioni rappresentative» che servono all?Istituto di statistica per calcolare, mese dopo mese, se e quanto varierà il costo della vita. Inutile dire che le associazioni dei consumatori non sono per nulla soddisfatte: scelte «irrazionali», «ingiustificate» (Movimento difesa del cittadino), «enigmatiche» (Intesaconsumatori). Sarcastica Renata Polverini dell?Ugl: «Una presa in giro per gli italiani che passano dallo stereotipo ?spaghetti e mandolino? all`ancor meno convincente ?pasticceria mignon e lettore mp3?». Non poteva mancare nemmeno il giudizio del contestatissimo Eurispes di Gian Maria Fara, che denuncia da tempo presunti tassi di inflazione a doppia cifra: «L`Istat continua ad esercitarsi al gioco delle tre carte». «Rispecchiano le abitudini di spesa degli italiani e servono per migliorare la qualità delle rilevazioni» è la risposta istituzionalissima degli statistici da Via Balbo sostenuti questa volta dagli uffici studi di Ref e Prometeia: «Si tratta di cambiamenti non stravolgenti».
A scorrere la lista dei beni «out», molte scelte sono facilmente intuibili. Ad esempio quella di togliere dal paniere l?autoradio: sono lontani i tempi degli elettrauto che costruivano fortune montando enormi subwoofer e radio supertecnologiche. A parte chi ancora si fa montare impianti da stadio, oggi sulla maggior parte delle auto nuove si trovano sistemi pre-installati di buon livello. Stessa sorte sembra toccare ai cd – sempre più soppiantati dagli I-Pod – e ai videoregistratori, ormai vecchi antenati del Dvd. Che dire poi delle «padelle» e del ricevitore per guardare la tv via satellite, aggeggi che ormai vengono regalati al momento dell?abbonamento o addirittura cambiati gratuitamente per evitare le clonazioni. Sono probabilmente crollati i consumi dei pattini, dei compassi – una volta non c?era astuccio di scuola che non lo contenesse – nonché quelli degli (spesso inutili) accessori per i cellulari. E? possibile legare alle mutate abitudini degli italiani l?uscita dal paniere della pedicure (soppiantata dai più moderni estetisti), del cotton fioc (molti otorini lo sconsigliano) e della torta preconfezionata, segno che sui dolci gli italiani non fanno più compromessi: o freschi o niente. Più arduo capire perché l?Istat abbia deciso di fare a meno delle spese per la navigazione lagunare o perché abbia inserito il costume da uomo, o ancora perché non abbia modificato il metodo con il quale calcola i prezzi dei biglietti aerei, visto che tuttora comprende quasi esclusivamente quelli a tariffa piena. L?uscita del pediatra sarebbe invece legata ad una precedente duplicazione: la sua attività «intra moenia» è sempre meno diffusa rispetto al quella del «libero professionista» già presente nel capitolo «spese per la salute».
Oltre ai prodotti l`Istat ha modificato il peso specifico dei singoli capitoli del paniere: salgono i trasporti (13,6%) e la casa (9,3%), cresciuti di prezzo e per quote di consumo. Calano invece il peso dell`abbigliamento e degli alimentari, segno che negli ultimi anni l?italiano ha tirato un po? la cinghia. L?alimentazione rimane comunque la prima voce del paniere con il 15,8%. Sulla casa, il cui mercato in molti Paesi è stato (o è tuttora) sulla soglia della bolla speculativa, i tecnici di Via Balbo stanno facendo un ulteriore lavoro di monitoraggio con i colleghi delle altre agenzie europee. L?obiettivo è quello di rivedere l`effettiva incidenza della voce sul portafoglio delle famiglie. Per rispondere alle richieste di sindacati e consumatori l?Istat si è infine impegnata a definire panieri differenziati per classi di reddito, a patto però che si apra un tavolo di confronto per definire le categorie da monitorare.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: antenne satellitari, autoradio, decoder, Inflazione, intesa, Istat, lettori cd, paniere, Prezzi
