9 Dicembre 2006

Dal pane al latte, passando per olio di oliva e carne

PERUGIA – Darsi un budget per non incorrere in brutte sorprese, evitare sprechi ed ammortizzare gli aumenti di un anno. Sembra questo il leit motiv per chi si avvicina al Natale pensando alle spese, primarie e non. E mentre commercianti ed osservatori “predicano“ fiducia, si scopre che le famiglie umbre potrebbero spendere dal 10 al 15 per cento in meno rispetto al 2005. Perché la festa più attesa dell`anno diventa anche motivo di bilanci e di fronte a certi listini, risulta difficile non frenarsi. E se in pacchi e pacchettini, i più cauti prevedono di investire intorno a 150 euro, prima ancora dei regali, ci sono le spese personali e primarie da affrontare. Una “giungla“ nella quale (dati “Maposserva“ alla mano) si scoprono aumenti e ritocchi annuali anche vicini al 50%, con qualche segnale distensivo sul fronte frutta e verdura. Normale dunque pensare a consumatori “cauti“, come sostiene Confesercenti, e ad un Natale, come osservano i Consumatori, non da spese folli, con la maggior parte degli umbri costretti a divincolarsi, come ogni fine anno, tra scadenze per bollette, rate dell`automobile e mutui per la casa, con buste paga sempre più magre nonostante le tredicesime. “Grandi miglioramenti per il momento non se ne vedono“, osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. “Una leggera ripresa potrebbe esserci, ma è chiaro che con gli stipendi che sono sempre gli stessi ed i prezzi in euro che sono come sono, non possiamo certo attenderci miracoli“. Da un primo giro tra negozi e supermercati della regione, si scopre che, almeno per ora, massaie e famiglie intere non hanno rinunciato a riempire i carrelli, con cibi e bevande che non mancheranno sulle tavole degli umbri. Nonostante le variazioni intervenute da un anno a questa parte e che, scontrini e statistiche alla mano parlano di aumenti su quasi tutto il fronte della spesa natalizia. Dal pane al latte, passando per olio di oliva e carne, i prezzi medi dei prodotti di media qualità, hanno fatto registrare variazioni comprese tra l`1 ed il 13%. E la conferma di tali tensioni arriva da chi quotidianamente “testa“ il polso della gente comune alle prese con gli acquisti. “Sulla spesa di fine anno – aggiunge la Falcinelli – rispetto al 2005 abbiamo notato aumenti compresi tra il 10 ed il 15 per cento. Dalle stelle di Natale (una pianta media non costa meno di 20 euro) alla carta da regalo, passando per nastri e fiocchettini i prezzi sono cresciuti pur se in diversa misura da città a città e da negozio a negozio. Il fatto è che ancora non siamo nel pieno della corsa a compere e regali e nella settimana precedente il Natale temiamo possano esserci ulteriori ritocchi. Il nostro consiglio è quindi quello di prepararci a comprare subito il necessario“. Intanto, proprio per evitare tali rischi e dare un`accelerazione ad acquisti ed affari finali, il Codacons ha lanciato la proposta dello “shopping day“: “Due giorni di saldi anticipati prima di Natale che, abbassando i prezzi, consentirebbero ai cittadini di risparmiare in vista delle spese di Natale. Ma servirebbero controlli anticipati dei prezzi da parte dei comuni per evitare aumenti prima dell`applicazione degli sconti“. Una proposta fatta anche gli anni scorsi e verso la quale i commercianti hanno sempre risposto in modo tiepido. Sul versante delle preferenze, prendono forma le prime tendenze e se l`anno scorso in tanti, per i manicaretti sotto l`albero hanno anche rinunciato al pesce, quest`anno, stando alle indicazioni Epta Confcommercio, si scopre che gli umbri sono sempre più indirizzati verso i prodotti italiani. In gradimento, salgono le quotazioni di spumanti e agroalimentare locale, sono stabili cotechino e zampone, mentre “perdono consensi“ salmone, caviale e champagne. Qualche segnale di fiducia arriva anche dall`indagine Confesercenti di dicembre. La quota maggiore delle gratifiche natalizie sarà come al solito destinata alle spese personali, ma una fetta sempre consistente (circa 140 milioni di euro) sarà destinata a saldare conti in sospeso, come rate, debiti e tasse. Sono 56 i milioni che saranno investiti in regali, con i single che dimostreranno maggiore propensione alla spesa, rispetto ai nuclei numerosi. “Le famiglie continuano ad avere qualche difficoltà – fa notare il presidente regionale Sandro Gulino – ma il 58% di loro vede un Natale di speranza e nell`11% dei casi, di ripresa“. E visti i trascorsi non certo rosei, non è poco.

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