19 Settembre 2007

Dal Molin, gelo fra sindaco e curia

IL CASO. Colloquio riservato con Nosiglia dopo l`incontro fra il commissario Costa e una delegazione in rappresentanza di 21 sacerdoti contrari alla nuova base Usa
Dal Molin, gelo fra sindaco e curia
Hüllweck: “I preti del no rappresentano la chiesa“
Ma il vescovo prende le distanze dai 21 sacerdoti

È gelo fra il sindaco Enrico Hüllweck e la curia. A palazzo Trissino hanno mal digerito l`incontro fra il commissario per il Dal Molin Paolo Costa e la delegazione in rappresentanza di 21 sacerdoti contrari alla costruzione della Ederle bis. In particolare le dichiarazioni sui silenzi dell`amministrazione comunale non sono piaciuti. E il sindaco non l`ha mandata a dire. Ieri mattina ha avuto un colloquio, i cui contenuti restano riservati, con il vescovo Cesare Nosiglia, nel quale è facile immaginare che il primo cittadino abbia preteso chiarimenti. “A titolo personale parla chi si presenta da solo – analizza Hüllweck – ma essendosi presentati in gruppo, devo prendere atto che parlano a nome della chiesa. Il problema è che questa iniziativa ha fatto aumentare la tensione e la confusione, a meno che non ci sia un intervento di rassicurazioni da parte della diocesi. Da una parte il rappresentante del governo, l`on. Paolo Costa, come già il ministro Francesco Rutelli, fornisce rassicurazioni su un impatto molto ridotto; dall`altro la Chiesa prende posizione contro questa realtà, con un atteggiamento negativo e di protesta“. A stretto giro di posta, dalla curia arriva una nota che circoscrive l`iniziativa dei sacerdoti, fra i quali spiccano figure note, come quella di don Lucio Mozzo, recentemente nominato dal vescovo rettore del seminario vescovile. “L`ufficio stampa della diocesi – si legge nel comunicato – precisa che l`iniziativa, come gli stessi sacerdoti hanno giustamente dichiarato, esprime una posizione personale, della quale il vescovo e gli organismi diocesani non erano al corrente, basata su valutazioni e preoccupazioni legittime di chi, vivendo in mezzo alla gente, vede acuirsi le tensioni e le divisioni a scapito di una civile e serena convivenza democratica“. “Sulla questione Dal Molin – prosegue la nota – si ricorda che sono intervenuti, più volte, lo stesso vescovo, l`Ufficio diocesano per la pastorale sociale, il vicario episcopale per la città di Vicenza ed il Consiglio pastorale diocesano, che hanno sottolineato con forza l`impegno dei credenti e di ogni uomo di buona volontà a promuovere la pace in tutti i suoi aspetti e invitato alla trasparenza e al coinvolgimento dei cittadini nel dialogo e nel confronto costruttivo sui problemi concreti che la scelta del governo italiano comporta per la città e il suo futuro“. La chiosa finale suona sibillina: “Stupisce, comunque, il fatto che ogni volta che si esprime un sano pluralismo, anche all`interno della Chiesa, ci sia il tentativo di interpretazioni strumentali e di parte“. Chi appoggia l`iniziativa dei 21 preti del No è Giancarlo Albera, portavoce del Coordinamento dei comitati, il lato moderato del movimento: “Hanno fatto bene, perché è vero che in città c`è una spaccatura, spesso alimentata dal sindaco. Tutti sembra vogliano dare lezioni di democrazia, ma la realtà è che ci sono troppe contraddizioni da parte di chi non ci vuole dare gli atti formali e continua a parlare di opera di difesa nazionale. Difesa di chi?“. E a proposito di atti, dopo essersi beccato una denuncia dal Codacons per omissione d`atti d`ufficio, il ministro degli Esteri Massimo D`Alema ha consegnato la documentazione relativa al Dal Molin. Lo rivela Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che afferma: “Siamo lieti di poter effettuare tutte le verifiche necessarie sugli atti che da tempo avevamo richiesto, ma riteniamo vergognoso che in un paese civile per far valere un diritto riconosciuto dalla legge, si sia ancora costretti a rivolgersi alla magistratura a suon di denunce e carte bollate“.

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