9 Gennaio 2012

Dal frac alla giacca di Gucci I tesori (perduti) in aeroporto

Dal frac alla giacca di Gucci I tesori (perduti) in aeroporto

ROMA – Perlomeno l’ ignaro proprietario della valigia non ha sofferto. Perché non c’ era, quando il suo bagaglio scivolato dal carrello è rimasto a terra per una buona mezzora sulla pista di Fiumicino, ieri mattina intorno alle 8. Abbandonato al suo destino dall’ autista distratto, mentre intorno gli passavano bus, auto e trattorini, schivandolo con veloci sterzate. E nessuno che si sia fermato a raccoglierlo. Nella tribolata vita di passeggero aeroportuale può capitare di peggio. Negli annali del Leonardo da Vinci c’ è anche chi assistette impotente mentre il suo prezioso megatrolley cadeva e veniva uncinato, calpestato e ridotto in brandelli da un treno di cinque carrelli, 40 metri di ruote. Si è risolta bene invece la disavventura del direttore d’ orchestra Daniel Harding che nella tratta Parigi-Milano l’ altro giorno aveva perso la valigia con dentro il frac per la prima alla Scala di stasera. L’ ha ritrovata in tempo, era rimasto in jeans. I grandi musicisti sono una categoria a rischio: sbarcato a mani vuote, Uto Ughi, al teatro di Taormina, suonò in maniche di camicia. Del resto, secondo il Baggage Report della Sita ( Specialists in air transport communication ), nel 2010 sono stati persi quasi 30 milioni di esemplari qua e là nel mondo. Lo Charles de Gaulle è considerato universalmente il triangolo delle Bermuda per i bagagli. «Tutti quelli che sono andati e tornati da Miami, per le feste, passando per Parigi, hanno pagato pegno» racconta Carlo Rossella. Il picco del fenomeno, è ovvio, si concentra durante le vacanze. «Tra i consumatori che si sono rivolti a noi per disavventure di viaggio in quest’ ultimo Natale – spiega Mauro Antonelli del Codacons – in 6 casi su 100 si tratta di problemi con i bagagli. Rotti, smarriti o spediti altrove». Succede ovunque, però. La stilista e trendsetter americana Rachel Zoe ha affidato a Twitter la sua invettiva contro l’ American Airlines che gli ha perso il suo (con dentro una preziosa giacca di Gucci vintage) sulla rotta per Saint Barth. I coniugi Franco e Umberta Gussalli Beretta (armi), in tour natalizio in Birmania, non sanno più contare le volte che sono rimasti senza ricambio. Sta arrivando per posta invece il cellulare di Gabriella Dompè, smarrito nell’ atollo maldiviano di Baa. Quanto al lancio della valigia, il campionato lo vince senz’ altro lo scalo di Ciampino. Era l’ ottobre del 2000 e a finire sull’ asfalto fu il guardaroba personale della regina Elisabetta, racchiuso in dieci preziose custodie sparpagliate sulla pista. Del più modesto replay di ieri a Fiumicino non c’ è nessuno che si prenda la paternità. La Società aeroporti di Roma precisa che il servizio a terra per arrivi e partenze non è di sua competenza, ma delle 7 società di handling. Adr risponde invece dei colli in transito che, quando non arrivano a destinazione, si dicono «disguidati». Nel 2009 erano 39 su 1000, adesso che c’ è il sistema automatico Net 6000 solo 11 su 1000, «una percentuale irrisoria». Dal 22 dicembre 2011 al 2 gennaio 2012 per lo scalo romano sono transitati oltre 1 milione di passeggeri e altrettanti bagagli. In 20 anni di servizio allo stivaggio, Salvatore Caprasecca (fresco di pensione) ne ha visti di bagagli caduti in corsa. «Hai voglia. Col pienone delle vacanze tocca usare anche i carrelli vecchi, spesso sfondati, senza sponde, una valigia scivola come una saponetta. Che poi il percorso sulla pista mica è liscio, anzi, è tutto un montarozzo». Spesso chi guida il trattore stracarico nemmeno se ne accorge. A raccogliere eventuali colli catapultati a terra dovrebbe provvedere una squadra di addetti in servizio 24 su 24. Poi ci sono i casi in cui è lo stesso passeggero a lasciare un souvenir in aeroporto. Nel 2011, tra Malpensa e Linate, sono stati abbandonati 6.900 oggetti, tra cui cellulari, cinture, orologi, computer, ma anche un trombone, un tavolo pieghevole, un trapano, stampelle, protesi varie, un dente.  RIPRODUZIONE RISERVATA.

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