19 Giugno 2018

Dal docente allo studente, storie di ordinaria precarietà

Ecco «chi sono i rider che lavorano per Deliveroo»: con un sondaggio, un documento interno riservato, l’ azienda disegna lo scenario degli oltre duemila rider che impiega per le consegne. Uomini per il 90%, 77,6% di nazionalità italiana, il 76% lavora in bicicletta, il 74% è under 30, guadagnano in media 12 euro l’ ora, e l’ 82% sa di essere assicurato anche se la copertura è per tutti. Un grafico della «distribuzione oraria delle sessioni non prenotate» indica che si concentrano alla stessa ora: il picco, il 18,29%, è ad ora di cena, intorno alle 20; Nulla la mattina fino alle 12 mentre il picco ad ora di pranzo, alle 13, si ferma al 3,57%. Il 68% vorrebbe fare più consegne ma, rileva il sondaggio, «domanda e offerta di lavoro non si incontrano in tutte le fasce orarie», «la sera dei weekend rimangono scoperte circa il 10% delle sessioni disponibili (1600 ore, 20mila euro)». La maggior parte lavora per meno di 4 mesi. In media 10 ore per settimana guadagnando 120 euro (per il 73% è più di quanto guadagna rispetto ad altre aziende). La prima motivazione è quella di «avere una forma di reddito che copra le spese abituali (52%)”: il 34% lo fa «per guadagnare la somma necessaria ad uno scopo contingente», il 35% perchè gli «piace andare in bicicletta o motorino» e sentirsi «attivo», il 12% nell’ attesa di un altro lavoro che sta cercando. «La metà dei rider sono studenti», indica il sondaggio datato giugno 2018: «Un terzo sono lavoratori dipendenti o autonomi, un sesto non sono occupati». C’ è una piccola percentuale, il 2%, di «specializzandi, dottorandi, praticanti, stagisti», e non risulta nessun pensionato. «La maggior parte dei rider ha bisogno urgente di una fonte di guadagno (29%)» o vuole «un ulteriore guadagno (21%)». Per un 12% «è l’ unico lavoro trovato” ed un altro 12% così guadagna «più che con altri lavori». Per il 74% «sono soddi sfatti”: la maggior parte per la flessibilità del lavoro (75%), altri perchè possono integrarlo con altre attività (55%), o perchè è un lavoro all’ aria aperta che permette di tenersi in forma (35%), perchè si può scegliere quante ore lavorare (35%), o perchè si è soddisfatti del guadagno (22%). Il 21% dice di non essere nè soddisfatto nè insoddisfatto. E tra «i rider insoddisfatti (4%)» i primi motivi sono perchè «non c’ è abbastanza lavoro disponibile (27%)» e perchè «i guadagni non sono abbastanza buoni (26%)». Il 57% è disponibile a destinare una quota dei guadagni per finanziare indennità di maternità, malattia o disoccupazione (il 35% pagherebbe fino al 3%, il 38% fino all’ 1,5%). E tra tutte le possibili tutele la maggioranza (57%) indica di essere interessato per prima cosa alla copertura sul rischio di infortuni sul lavoro. Anche il Codacons esprime sostegno al Governo sulla vicenda dei Rider. «Chiediamo al ministro Di Maio di non cedere ai ricatti delle aziende del settore e di proseguire sulla strada annunciata per dare diritti ai lavoratori – spiega il presidente Carlo Rienzi – Le minacce di Foodora sono inaccettabili: se l’ azienda vuole abbandonare l’ Italia la porta è aperta e nessuno la fermerà, ma la società non può imporre alle istituzioni le linee da seguire nella tutela dei tanti ragazzi che ogni giorno mettono a rischio la propria vita per un lavoro poco remunerativo e senza alcuna garanzia».

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