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4 Settembre 2019

Dal Codacons parte un un nuovo ricorso al Tar

«Partono oggi (ieri per chi legge, ndr)i test di accesso per Medicina e Odontoiatria, con 68.694 candidati che si sono iscritti alle prove di ingresso nelle varie università italiane. Una pratica quella del numero chiuso che non solo è obsoleta e scorretta, ma rappresenta un danno per gli studenti e per l’intero paese, e sarà impugnata dall’associazione con un nuovo ricorso al Tar del Lazio per conto di tutti i candidati che saranno esclusi dalle ultime prove». Lo afferma il Codacons.

«Mentre in tutta Italia si assiste ad una grave carenza di medici, con alcune regioni che sono state costrette a chiudere intere strutture sanitarie a causa della mancanza di camici bianchi, le università continuano a limitare fortemente l’accesso alla facoltà di Medicina, al punto che quest’anno solo 1 candidato su 6 riuscirà a superare le prove – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Una prassi quella del numero chiuso che appare superata, inutile, e lesiva dei diritti degli studenti e degli utenti del servizio sanitario, e che comporta ogni uno spreco di milioni e milioni di euro considerate le spese che devono affrontare i candidati per sostenere le prove nelle varie città e per la preparazione ai test di ingresso».

Proprio per questo motivo il Codacons, che ha già avviato un ricorso attualmente pendente dinanzi al Tar contro i test di accesso a medicina per l’anno accademico 2017/2018, annuncia un nuovo ricorso collettivo al tribunale amministrativo, al quale possono partecipare tutti i candidati che saranno bocciati alle prove attuali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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