9 Luglio 2015

Dal Codacons i consigli per migliorare l’ accoglienza

Dal Codacons i consigli per migliorare l’ accoglienza

LO STUDIO Come farsi scappare l’ opportunità di trasformare in ricchezza il passaggio di 5 milioni di passeggeri l’ anno? La ricetta sembra averla trovata Civitavecchia, mai in grado di trasformare in sviluppo e benessere il traffico del porto. E’ questo il quadro poco roseo che emerge dal progetto “Porto Amico”, uno studio effettuato dal Codacons nazionale su richiesta del presidente dell’ Autorità portuale Pasqualino Monti. «Già da dirigente dell’ ente – ha detto – mi rendevo conto che c’ era molto da migliorare nel nostro scalo dal punto di vista dell’ accoglienza. Per questo ci siamo affidati a chi si occupa dei consumatori per capire gli errori e correggerli». «Ci siamo basati su 2500 interviste ai turisti fatte da psicologi – ha spiegato il presidente del centro studi del Codacons nazionale, Francesco Tamburella – per capire opinioni e motivazioni. E sono emerse grosse criticità: in primis la carenza di rapporto tra scalo e città come se Civitavecchia non sapesse di avere la grande opportunità fornita dal porto. Soprattutto in considerazione che lo standard dei passeggeri in transito è medio alto. Criticità anche interne allo scalo, come mancanza di negozi e punti di aggregazione, di un deposito bagagli, un’ area bambini, di un pronto soccorso medico e di segnaletica. Scarsa anche la percezione di sicurezza, questo un fenomeno comune in tutti i porti e gli aeroporti internazionali». Più lapidario il presidente del Codacons, Carlo Rienzi che ha puntato il dito contro il Comune. «La città deve capire che sono 5 milioni di passeggeri in transito ogni anno nello scalo: se ognuno spendesse un euro si avrebbero cinque milioni di euro l’ anno. Ma per ottenere ciò il porto e la città debbono diventare un posto piacevole. Ben venga il Villaggio del gusto». Dalla conclusione dello studio, un anno fa, qualcosa è cambiato. «Il protocollo col Comune – ha concluso Monti – è il primo passo per una nuova sinergia. Noi abbiamo già messo deposito bagagli e centro di soccorso, stringendo un accordo con l’ Ares e facendo fare corsi di primo intervento agli operatori portuali. Potenziati gli info point e per la sicurezza spostate le navi extra Schengen sulle banchine a nord». Cristina Gazzellini © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox