Dal Cipe 1,3 miliardi per il Ponte sullo Stretto
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fonte:
- Giornale di Calabria
ROMA. Il Cipe ha deliberato uno stanziamento di 1,3 miliardi per il ponte sullo Stretto di Messina. A confermarlo, al termine della riunione di ieri è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè . Ma quando partirà il ponte, gli è stato chiesto. “Il ponte non deve partire, deve restare”, ha scherzato. Il riavvio delle attività per il ponte sullo Stretto di Messina non richiederà l’indizione di una nuova gara per l’individuazione di un nuovo “Contraente Generale”, rimanendo valido l’affidamento contrattualizzato nel marzo 2006. Analogamente restano giuridicamente validi gli altri contratti sopra descritti. Le attività più significative per il riavvio del progetto riguardano l’aggiornamento dei corrispettivi contrattuali, della Convenzione con il concedente Ministero delle Infrastrutture e del relativo piano finanziario. In particolare, dovranno essere individuate le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione, anche in sostituzione dei fondi ex Fintecna in precedenza destinati al Ponte e che con legge dell’ottobre del 2006 sono stati versati al bilancio dello Stato e finalizzati alla realizzazione di altre opere. L’obiettivo è di concludere le attività propedeutiche entro il 2008 per emettere l’ordine di inizio attività al Contraente Generale nei primi mesi del 2009, prevedendo l’apertura dei cantieri a metà del 2010. Il costo aggiornato del progetto può essere stimato in circa 6 miliardi di euro, a prezzi correnti. Il tempo di costruzione dall’apertura dei cantieri è di 5 anni e mezzo. L’apertura al traffico è stimabile ad inizio 2016. ASPETTI SOCIETARI: a partire dal 1 ottobre 2007 l’Anas è azionista di maggioranza della Società Stretto di Messina, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina. In attuazione delle disposizioni della legge del 24 novembre 2006, n. 286, l’Anas possiede una quota pari all’81,8%, nell’ambito di una compagine azionaria che vede Rfi con il 13% e le Regioni Calabria e Siciliana ciascuna con una partecipazione pari al 2,6%. L’Anas è inoltre impegnata in opere propedeutiche e funzionali alla realizzazione del Corridoio 1, del quale il Ponte sullo Stretto è parte fondamentale assieme all’accelerazione dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria, oltre alle fasi di realizzazione di tratti della ss106 Jonica e dei principali assi viari siciliani. – I SOGGETTI SCELTI CON GARE INTERNAZIONALI: a completamento di quattro gare internazionali, avviate a partire dall’aprile del 2004, che hanno visto la partecipazione di oltre 60 aziende delle quali 20 estere, è stata strutturata una articolata organizzazione che prevede il coinvolgimento di altri soggetti. – GENERAL CONTRACTOR: è il soggetto che realizza l’opera. Il General Contractor si assume il rischio tecnico della realizzazione, pertanto la gara ha rappresentato anche un esame approfondito del progetto preliminare del Ponte. Tutte le impostazioni progettuali, di ordine tecnico ed economico, sono state confermate. Il relativo contratto è stato firmato nel marzo 2006 con l’Associazione Temporanea di Imprese formata dalla capogruppo mandataria Impregilo Spa e da altri soggetti (Sacyr S.A.,Spagna; Società Italiana Per Condotte D’Acqua Spa; Cooperativa Muratori & Cementisti-C.M.C. di Ravenna; Ishikawajima-Harima Heavy Industries CO Ltd., Giappone; A.C.I. S.c.p.a – Consorzio Stabile). – SOGGETTI INCARICATI DELLA PROGETTAZIONE: CowiA/S (Danimarca); Buckland & Taylor Ltd (Canada); Sund & Baelt A/S (Danimarca). – PROJECT MANAGEMENT CONSULTANT: è il soggetto che svolge le attività di controllo e verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari. Il PMC ha l’obiettivo di verificare e monitorare tutte le variabili dei processi gestionali e delle tecniche progettuali, al fine di assicurare il rispetto degli standard di qualità, dei tempi e dei costi previsti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Il contratto è stato firmato nel gennaio 2006 con Parsons Transportation Group, Società statunitense leader mondiale nella progettazione e costruzione di ponti sospesi. – MONITORE AMBIENTALE : è il soggetto che svolge per conto della Società Stretto di Messina l’attività di monitoraggio ambientale, territoriale e sociale per la fase ante operam, di costruzione e di esercizio (post operam) del Ponte sullo Stretto e dei suoi collegamenti stradali e ferroviari. Il relativo contratto è stato firmato ad aprile 2006 con il Raggruppamento Temporaneo di Imprese guidato da Fenice Spa. – BROKER ASSICURATIVO: è il soggetto che svolge il servizio di consulenza e brokeraggio assicurativo. Contratto firmato con Marsh Spa ad aprile 2006. “Abbiamo superato il grande ostacolo del blocco per l’attraversamento stabile dello Stretto che aveva posto il governo Prodi, e ora può ripartire l’economia del Mezzogiorno, consentendo anche di far rinascere la grande area dello Stretto con la conurbazione di Messina e Reggio Calabria, cui dovranno dare la necessaria attenzione il governo nazionale, oltre che le due Regioni di appartenenza”. Lo sostengono congiuntamente il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, e di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, dopo la notizia della decisione del Cipe. il Codacons, invece ricorrerà al Tar del Lazio contro lo stanziamento da parte del Cipe di 1,3 miliardi di euro per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. “L’opera – spiega il presidente del cartello di associazioni di consumatori, Carlo Rienzi – avrà un costo sproporzionato rispetto all’indotto, e un pesantissimo impatto ambientale sul territorio. Rappresenterà un enorme spreco di denaro pubblico”. Il governo ha deciso di destinare il 50% delle risorse disponibili per opere non sorrette da piani economico-finanziari credibili e che richiederanno altri stanziamenti. È la denuncia del Wwf Italia secondo cui il governo “con la decisione assunta in CIPE riesce, a suo dire, a garantire risorse pubbliche, che sono in realtà solo poco più (4,9 miliardi sui 16,6 miliardi) del totale dichiarati per le infrastrutture di trasporto”.
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