Dal calcio alla politica
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Dopo le cessioni di Ibra e Silva, il Codacons ha annunciato un’ azione contro il Milan a tutela degli abbonati. Zio Fester Galliani ha stranamente calato le brache: «Il Milan è disponibile a rimborsare l’ abbonamento ai tifosi delusi dalla campagna acquisti». Il presidente del Codacons Donzelli plaude alla sensibilità del Diavolo e tira le orecchie a Moratti che non sarebbe disponibile a fare altrettanto. Per una volta ci schieriamo con i club. Ma chi ha detto che, per dirla con il gergo teatrale, i nomi altisonanti in cartellone siano garanzia della riuscita di uno spettacolo? Prendiamo l’ Udinese delle ultime due stagioni: una volta venduto il gioiello Sanchez al Barcellona, Pozzo avrebbe dovuto rimborsare gli abbonati delusi? E se poi, come è avvenuto, l’ Udinese supera se stessa nel campionato successivo? Non sarebbe sacrosanto che sia la società, a quel punto, a chiedere il risarcimento del risarcimento? Che sia l’ abbonato di poca fede a versare l’ obolo rinnegato? Una squadra non può essere trattata come uno stock di lavatrici. Soddisfatti o rimborsati. Come ci ha insegnato Umberto Saba, il calcio è pur sempre una questione di fede. E la fede trova la sua ragione nella progettazione di un mondo e non nel realizzarsi di un singolo miracolo. Se Galliani impiega i 65 milioni di euro per assoldare nuovi talenti, (preferibilmente italiani), capaci di crescere e di essere persino migliori dei soliti mercenari, non ha svolto al meglio il suo lavoro? Non facciamo altro che dire: ?Largo ai giovani?. Perché, quando parliamo di politica, vogliamo che l’ Italia assomigli all’ Udinese, e quando parliamo di calcio, invece, che l’ Udinese assomigli all’ Italia. GIANCARLO MARINELLI.
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