Dal ’94 è andata in fumo un’ area come il Molise scovati solo 40 piromani
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fonte:
- la Repubblica
ANTONIO FRASCHILLA In due giorni è andato in fumo quello che è bruciato la scorsa estate. Oltre 5.600 ettari di bosco e macchia mediterranea sono scomparsi a causa dei quattrocento roghi, molto probabilmente appiccati dalla mano dell’ uomo nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, che hanno messo a ferro e fuoco mezza Sicilia. Molti puntano il dito sui forestali, di certo c’ è che proprio lo scorso due giugno l’ ultimo piromane arrestato in Sicilia era proprio un forestale di Trabia sorpreso ad appiccare il fuoco nel bosco accanto. E dietro quanto accaduto nei giorni scorsi sembra proprio esserci al mano di piromani che hanno fatto molto male alla Sicilia. «Si stimano danni per 30 milioni di euro», dice il governatore Rosario Crocetta. Un inizio drammatico di quella che si annuncia un’ estate molto calda sul fronte degli incendi che ormai da anni mettono in ginocchio l’ Isola. Negli ultimi vent’ anni sono stati bruciati 389 mila ettari di bosco e macchia mediterranea, una superfice grande poco meno del Molise. Cosa significa? Che tutti i boschi e i terreni forestali della Sicilia negli ultimi vent’ anni hanno subito almeno una volta un incendio, considerando che la superficie boschiva e di macchia mediterranea censita è pari a 338 mila ettari. I boschi bruciati dal ’94 a oggi sono pari a 149 mila ettari. Una superficie uguale a quella a 200 mila campi da calcio. Cifre impressionanti che hanno provocato danni ambientali per 500 milioni di euro. Cifra, quest’ ultima, alla quale vanno aggiunti gli altri costi economici per case e aziende distrutte, attività scomparse e danni a mezzi e impianti, il tutto per un totale stimato di oltre 4 miliardi di euro. Quello presentato ieri dal dirigente del Corpo forestale Gaetano Gullo e dal capo della Protezione civile Calogero Foti è un bollettino di guerra che dimostra la devastazione del territorio dal 1994 a oggi. E in questa guerra ci sono stati anni davvero terribili. Nel ’94 gli ettari bruciati sono stati 17 mila, la metà riguardava boschi. Nel 1998 questa cifra è salita a 35 mila ettari, dei quali 16 mila soltanto di zone alberate. Un picco si è registrato nel 2007, con ben 46 mila ettari di macchia mediterranea bruciati e 15 mila di questi riguardavano boschi. Tutta la Sicilia quell’ anno venne devastata dagli incendi, il Codacons propose al governatore Salvatore Cuffaro di istituire una taglia di 5 mila euro per chi avesse denunciato un piromane. Nel 2007 la Protezione civile ha stimato danni complessivi per 500 milioni di euro, considerando anche la distruzione del tessuto economico. Prendo per buona questa media e considerando gli ettari bruciati in quell’ anno, se si estende questa cifra a tutta la superficie bruciata negli ultimi venti anni i danni per i siciliani sono quindi stati pari a 4,2 miliardi di euro. Ma a fronte di questo danno incredibile, quanti piromani sono stati arrestati? Avere un quadro completo è difficile, ma scorrendo le cronache locali non si arriva a più di una quarantina di persone arrestate perché colte ad appiccare il fuoco o dopo indagini delle procure. Una media di due all’ anno, a fronte di migliaia e migliaia di focolai appiccati nello stesso periodo. L’ ultimo arresto? Si è avuto lo scorso due giugno a Trabia, dove una persona stava appiccando un incendio nel bosco che si estende verso l’ interno ed è stata colta sul fatto dai carabinieri. Il suo lavoro? Era un addetto della forestale che compare negli elenchi con la qualifica di bracciante. E al momento ha solo l’ obbligo di dimora. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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