4 Maggio 2019

Dal 30 aprile il decreto legge 34 del 2019 è in Gazzetta Ufficiale.

il decreto è in gazzetta ora scatta il conto alla rovescia dei ristori quanto tempo ci vorrà e quanto e chi incasserà
Dal 30 aprile il decreto legge 34 del 2019 è in Gazzetta Ufficiale. Così può ripartire il “treno” dei rimborsi del popolo dei danneggiati dai crack delle due ex popolari venete (Veneto Banca e Popolare di Vicenza) oltre a quelli delle altre quattro banche “risolte” (CariFe, Banca Marche, Banca Etruria e CariChieti). Si tratta di un treno che, per la verità, da almeno due anni, sta viaggiando a singhiozzo, in un percorso caratterizzato da bruschi arresti, altrettanto brusche accelerate intervallate dai proclami della politica. Certo il tema, se è di facile enunciazione (ci sono oltre 300mila persone che hanno perso un sacco di soldi e vanno indennizzate in qualche modo), non è altrettanto semplice da svolgere. Di sicuro di norme ad hoc ne sono state varate. Già nella legge 205 del 2017 (Governo Gentiloni) era previsto che entro il 31 marzo si sarebbe messo mano a disposizioni concrete «pro risparmio». Poi vennero le elezioni di primavera che, ribaltando l’«asse del potere» a favore di Lega e M5S, riazzerarono tutto con la promessa che sarebbe stato fatto di meglio. E si è arrivati a dicembre con la legge di Bilancio (la 145) cui si è messo mano, appunto, con il decreto legge 34 pubblicato lunedì scorso. Uno dei punti più esposti a ulteriori variazioni sembra essere il comma 502 ter. Quello riferito al raddoppio del valore del patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore. Nell’ ambito del famoso doppio binario (uno con rimborso automatico al 30% per i danneggiati con meno di 35mila euro di imponibile o 100mila euro di valori mobiliari e tutti gli altri con ricorso ad arbitrato), il raddoppio della quota di 100mila, inizialmente, era dato per certo. In realtà non è proprio così perché nel testo si dice: «Può essere elevato sino a 200mila euro con decreto del presidente del Consiglio sui proposta del ministro dell’ Economia e delle Finanze, previo assenso della Commissione europea». Non è detto, però, che da parte di Bruxelles il semaforo verde sia automatico. Un altro punto giudicato importante è l’ avere inserito il termine “forfettario” nel comma 502 bis, laddove ora si dice che «hanno diritto all’ erogazione da parte del Fir (fondo indennizzo risparmiatori) di un indennizzo forfettario». Ed è proprio l’ inserimento di quel termine che ha sollevato alcune perplessità. Enzo De Biasi, già dirigente della Regione Veneto che per il Codacons Veneto, sta seguendo la complessa articolazione della vicenda, afferma: «Significa mettere una pietra tombale sulle legittime aspettative di cittadini che sono state vittime dei crack bancari – spiega De Biasi -. Oltre a questo va detto che l’ aliquota del 30% del ristoro con limite massimo a 100mila euro, applicata a tutte le situazioni patrimoniali penalizza in modo decisivo i risparmiatori meno abbienti. Significa che a fronte di un danno patito di 40mila euro verrebbero rimborsati 12mila euro a saldo e stralcio. Una sorta di mancia (con lo zuccherino del rimborso immediato) che va a tacitare definitivamente la possibilità di ulteriori rimborsi». In altri termini si tratterebbe di una maldestra applicazione del principio di eguaglianza: al “ribasso” per i più poveri e al “rialzo” per coloro che, più abbienti, avrebbero rischiato di più. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
stefano elli

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