9 Maggio 2020

Dal 26 aprile a oggi l’ Erario avrebbe introitato indebitamente oltre 57 milioni

NAPOLI (r.c.) – “Lo Stato italiano incassa attraverso l’ Erario circa 4,8 milioni di euro al giorno solo per l’ Iva sulle mascherine versata dai cittadini (ogni giorno il 22% su 40 milioni di mascherine chirurgiche vendute a 0,61 euro e 1 milione di ffp3 a 2,5 euro). E ciò nonostante il governo abbia annunciato lo scorso 26 aprile l’ azzeramento dell’ Iva su tale bene indispensabile nella lotta al Covid-19”. Lo denuncia il Codacons, che ha realizzato “una elaborazione sui guadagni delle casse statali garantiti dalla mancata eliminazione dell’ Iva sulle mascherine”. Il sodalizio ha quindi presentato un esposto ai presidenti di Camera e Senato contro il Governo per abuso della credulità popolare. Secondo l’ associazione dei consumatori, “ipotizzando un fabbisogno pari a 40 milioni di mascherine chirurgiche al giorno e un milione di mascherine FFp3, vendute al pubblico a un prezzo rispettivamente di 0,61 euro e 2,5 euro, l’ Erario incassa ogni giorno almeno 4,8 milioni di euro grazie all’ Iva sulle mascherine, circa 57,6 di “furto di Stato”, perché da un lato i cittadini sono obbligati per legge o per paura a comprare ed indossare le mascherine, dall’ altro lo Stato lucra su tale obbligo/necessità, guadagnando oltre 4,8 milioni di euro al giorno. Per tale motivo chiediamo al Governo di restituire alla collettività l’ Iva incamerata sulla mascherine dal 26 aprile alla data in cui sarà effettivamente azzerata l’ imposta, sottoforma di bonus alle famiglie più bisognose o prestiti a fondo perduto alle imprese in crisi” – conclude Rienzi.

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