Dal 1° ottobre aumento Iva dal 21 al 22%: 349 euro in piu’ a famiglia. Consumatori e associazioni sulle barricate
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- SestoPotere.com
(Sesto Potere) – Bologna – 29 settembre 2013 – L’ aumento di un punto dell’ aliquota Iva ordinaria, dal 21 al 22% (mantenendo invariate quelle del 10% e del 4%) si teme possa avere un impatto funesto sulla già vulnerabile ripresa economica dell’ Italia e rischia di avere ripercussioni preoccupanti sui portafogli delle famiglie italiane. L’ incremento dell’ imposta andrebbe a colpire la maggior parte dei beni e dei servizi, rivelandosi un’ arma a doppio taglio: pur avendo come obiettivo l’ aumento del gettito nelle casse dello Stato, rischia di contrarre ulteriormente i consumi degli italiani. Anche Secondo Federconsumatori e Adusbef , il passaggio dal 21 al 22% dell’ Iva comporterà un’ ulteriore stangata per le famiglie italiane, che vedranno alleggerirsi le loro tasche di ulteriori 207 euro l’ anno. In particolare le associazioni dei consumatori spiegano che l’ aumento sui costi energetici di impresa si rifletterà sul settore dell’ abbigliamento, calzature, vini e liquori, per non parlare dell’ aumento dei carburanti. Reazione a catena che interesserà inevitabilmente anche i costi dei trasporti di beni e servizi e quindi i prezzi al dettaglio degli stessi; è altresì inevitabile che lievitino anche i prezzi di quei beni la cui aliquota iva non sarà ritoccata. I cittadini subirebbero un rincaro dei prezzi stimato da Confcommercio pari allo 0,3 – 0,4%, con un conseguente calo dei consumi, contrazione del reddito e, infine, riduzione dell’ occupazione nel settore del commercio di 10.000 posti di lavoro e 26mila imprese potrebbero chiudere i battenti entro fine anno. E la Cgia di Mestre lancia un ulteriore allarme: gli aggravi maggiori andranno a colpire le retribuzioni più basse e le famiglie con più figli. Ipotizzando che i comportamenti di consumo delle famiglie italiane rimangano immutati, la Cgia di Mestre ha stimato che per un nucleo costituito da 3 persone l’ aggravio medio annuo sarà di 88 euro. Nel caso di una famiglia di 4 componenti, l’ incremento medio annuo sarà invece di 103 euro. Durissimo anche il Codacons questa volta contro l’ ipotesi di aumentare le accise sulla benzina e di introdurre da gennaio l’ incremento dell’ aliquota Iva, contenute nella bozza del dl sull’ Iva. “Si tratta di provvedimenti disastrosi che, se varati, avranno effetti pesantissimi sulle famiglie – afferma il presidente Carlo Rienzi – Solo queste due misure determinerebbero, a regime, una stangata pari a 275 euro a famiglia: 66 euro circa per i maggiori costi complessivi legati ai rifornimenti di carburante; 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone ai 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi per l’ aumento dell’ Iva dal 21 al 22%. Senza contare gli effetti indiretti sui prezzi al dettaglio, considerati arrotondamenti e aumento dei listini dei prodotti trasportati”. “Aumentare l’ Iva e le accise sulla benzina, vuol dire impoverire ulteriormente i cittadini, con conseguente calo dei consumi, una ondata di chiusure nel settore del commercio, incremento della disoccupazione e danni immensi per l’ economia nazionale” – conclude Rienzi. Ultimo aggiornamento Domenica 29 Settembre 2013 14:06.
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