4 Maggio 2013

Dai tablet ai gioielli Anche i profumi tra gli oggetti rubati

Dai tablet ai gioielli Anche i profumi tra gli oggetti rubati

 

ROMA – Bagagli aperti, depredati, danneggiati nelle stive degli aerei e poi restituiti agli ignari proprietari, che magari solo a casa si accorgevano dei furti. Ma cosa cercavano i ladri, cosa preferivano? In testa, per così dire, alla classifica degli oggetti più ambiti, gli iPad e gli altri tablet, le macchine fotografiche digitali e in generale gli apparecchi elettronici. Poi i gioielli, possibilmente in oro. E infine i capi d’ abbigliamento, meglio se costosi e firmati, e persino i profumi. Il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Domenico Prestinenzi, coordinatore dell’ indagine, parla di «un sistema illecito ben conosciuto e consolidato su scala nazionale». E aggiunge: «Quello provocato dai responsabili dei furti è stato un danno sia economico che psicologico in quanto venivano violati i bagagli ed il loro contenuto, che possono essere considerati come un domicilio domestico». Perché è evidente che rientrare magari da una vacanza e scoprire che qualcuno ha fatto sparire dalle proprie valigie oggetti personali di valore, anche affettivo, può annullare gli stessi benefici dei giorni di riposo. Senza contare il danno provocato alle compagnie: ogni bagaglio passato per le mani dei «topi d’ aeroporto» costa parecchie centinaia di euro di risarcimento. Un impatto economico «importante», come lo definiscono in Alitalia, se moltiplicato per le centinaia di furti denunciati ogni anno. All’ inizio i passeggeri più «sfortunati» risultavano essere proprio quelli della tratta Roma-Lamezia Terme. Poi il fenomeno si è diffuso agli altri scali, sebbene non con le stesse dimensioni. Ma non è la prima volta che negli aeroporti italiani si registrano sistemi di furti sistematici. «È vergognoso che dopo lo scandalo verificatosi nel 2002, a oltre dieci anni di distanza da allora, non sia stata ancora fatta pulizia e che non siano stati ancora predisposti strumenti idonei ad impedire questi furti», denunciano infatti i consumatori del Codacons in una nota. Aggiungendo che i passeggeri in questi casi «hanno diritto non solo al rimborso dei danni patrimoniali subiti, ma anche ad un risarcimento per i danni non patrimoniali. Nel caso non fossero già stati a suo tempo risarciti dalle compagnie aeree, potranno decidere di rivalersi costituendosi parte civile nell’ eventuale procedimento penale». E. Pa. RIPRODUZIONE RISERVATA.

e. pa.

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