16 Settembre 2010

Dai “superpresidi” alle “superclassi”: al via tra luci e ombre

Dai «superpresidi» alle «superclassi»: al via tra luci e ombre

Tagli a finanziamenti e organici, carenze di vecchia data e novità in fase di sperimentazione: luci e ombre segnano l’ esordio dell’ anno scolastico. La prima settimana di lezioni è stata messa alla prova dalla protesta dei precari, che provano a organizzarsi a livello nazionale, dalle difficoltà dei presidi, che in alcuni casi dovranno dividersi su più sedi, con classi che potrebbero stipare fino a 35 alunni e spese da razionalizzare. Pochi dirigenti scolastici C’ è carenza di presidi e in attesa del concorso per 3.000 dirigenti scolastici – di recente annunciato dal ministro dell’ Istruzione, Mariastella Gelmini per la fine dell’ anno – quelli che ci sono dovranno tenere il piede in due staffe. Saranno, infatti, quasi 1.500 quest’ anno le «reggenze» in tutta Italia. Questo significa che circa il 15% delle scuole – con punte che sfiorano il 20% in Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia, Abruzzo e Sardegna – saranno guidate da un preside titolare di un istituto limitrofo. Cresce poi, secondo quanto denunciano i sindacati, il numero delle mega-classi. Il ministero ha stabilito un tetto di 27 alunni per classe, ma quando i resti non consentono di formarne un’ altra di almeno 20 il tetto salta e si può arrivare fino a 35. Ciò rappresenta – denunciano sindacati e associazioni – un rischio concreto per studenti e insegnanti, legato alla sicurezza, per le quali la normativa vigente prevede dei requisiti minimi di spazio per ciascun alunno («per ogni persona, docente e alunno, presente in aula – ricorda il Codacons – deve essere garantita un’ area netta di 1,80 metri quadri nella scuola dell’ infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1,96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre a una altezza minima di 3 metri»). Un rischio, secondo la Cgil, che è conseguenza inevitabile del taglio dei docenti. L’ anno zero della riforma Tetto per le assenze, che non potranno superare le 50, revisione degli orari, con riduzione di alcune materie e potenziamento di altre, e due nuovi licei. Sono alcune delle novità che gli studenti troveranno sul banco. Proseguirà la linea di rigore iniziata con voti e condotta: da quest’ anno si prevede un contenimento delle assenze a cinquanta, pena la bocciatura. Cambia anche quello che i ragazzi impareranno a scuola: più attenzione per il ‘ 900, più matematica, fisica e scienze che vedranno aumentate le ore, e l’ insegnamento obbligatorio di una lingua straniera per tutti e cinque gli anni. C’ è inoltre la riforma dei licei, con le tre new entry: il liceo musicale, quello delle scienza umane e quello tecnologico. E dopo, la possibilità di preferire gli istituti superiori, in due anni, alle lauree triennali.

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