13 Gennaio 2012

Dai notai ai commercianti tutti sul piede di guerra

Dai notai ai commercianti tutti sul piede di guerra

 Roma. È una levata di scudi generale. Le indiscrezioni sulle liberalizzazioni che il governo Monti sta per varare, non piacciono a nessuna delle categorie interessate. Non ai commercianti, che contestano la deregulation dei saldi. Non agli avvocati, che considerano «inaccettabili» l’ abolizione delle tariffe minime e le nuove norme sul tirocinio. I concessionari di stabilimenti balneari parlano di investimenti a rischio; i petrolieri bollano come un «esproprio» la fine dell’ esclusiva degli impianti; non gradiscono i farmacisti e i notai, ma nemmeno i parafarmacisti che con l’ aumento del numero delle farmacie temono di diventare marginali. E poi protestano le Fs e i tassisti occupano di fatto parti intere di città. Ma non piacciono nemmeno ai sindacati, che hanno fatto un salto sulla sedia quando hanno scoperto che anche l’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in qualche modo per il governo rientra nella partita liberalizzazioni. Ognuna delle categorie interessate ha la sua spiegazione del perché eliminare vincoli alla concorrenza nel proprio settore di attività porterà solo svantaggi, ma alla fine tutti arrivano alla stessa strana conclusione: i maggiori danni sarebbero per i consumatori/clienti che non usufruirebbero di prezzi più bassi, ma solo di peggiore qualità di servizi e prodotti. Peccato che le associazioni dei consumatori non la pensino così, anzi: dalla nuova lenzuolata di liberalizzazioni ogni famiglia italiana potrebbe risparmiare almeno 900 euro l’ anno. La stima è stata elaborata dal Casper, il Comitato contro le speculazioni per il risparmio (raggruppa Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori). La battaglia del governo Monti contro corporazioni e privilegi, quindi, è appena cominciata. E non sarà facile vincerla. Perché bisognerà convincere non solo le corporazioni, ma anche i partiti. Che ieri si sono fatti sentire con i pezzi da novanta. Berlusconi ha avvisato: il Pdl è favorevole alle liberalizzazioni che servono a «sviluppare l’ economia», ma dirà «no a quelle inutili». E tra queste ultime ci ha infilato i farmacisti: «Così rischiano di chiudere». Bossi, riferendosi ai tassisti, ha bollato il provvedimento come «troppo forzato». Il leader del Pd, Pierluigi Bersani, ha messo le mani avanti, parlando di necessità di metodo «a bevuta pari»: «Perché alcune categorie come i commercianti hanno già dato e altre non hanno dato un’ unghia». E anche il numero uno dell’ Udc, Pier Ferdinando Casini, avverte: «Non si può liberalizzare partendo dai soliti noti, tassisti, farmacie, edicolanti. Sarebbe come se la montagna partorisse il topolino. Noi auspichiamo una capacità di guardare a 360 gradi a energia, gas, pubblica amministrazione, servizi pubblici locali. Ci vuole un provvedimento ad ampio spettro». Stando alle bozze in circolazione, il provvedimento ne ha per tutti e anche di più. Con vere e proprie sorprese, come quella relativa all’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: continuerà a non essere applicato anche nelle aziende che, per effetto di fusioni e incorporazioni, passano da piccole, con meno di 15 dipendenti, a medie fino a 50 occupati. «È un inserimento improprio» attacca il leader Uil, Luigi Angeletti. «L’ articolo 18 non si tocca. Non si capisce cosa c’ entra con le liberalizzazioni. A insistere sull’ articolo 18 si provoca solo sbandamento e incomprensione tra la gente» tuona il leader Cisl, Raffaele Bonanni. E la Cgil si scatena su Twitter: «Vorremo vederli quei padroncini che corrono a fondersi tra loro perché finalmente non devono rispettare un articolo 18 che non hanno mai avuto. Il testo sulle liberalizzazioni non è serio». Nessun commento invece da Confindustria che l’ altro ieri aveva sollevato il problema dell’ anomalia italiana dell’ obbligo di reintegro (previsto appunto dall’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox