30 Ottobre 2013

Dai consumatori agli esercenti molti i dubbi su ulteriori restrizioni nell’uso del contante

Dai consumatori agli esercenti molti i dubbi su ulteriori restrizioni nell’uso del contante

di Michael Pontrelli

Nel corso di una audizione al Senato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, è tornato alla carica sull’uso del contante aprendo ad una nuova restrizione dopo quella introdotta dal governo Monti che ne ha abbassato il limite a 1000 euro. A stretto giro è però arrivata la bocciatura del vicepremier Angelino Alfano che in un tweet ha scritto essere contrario. Chi ha ragione? Per approfondire l’argomento abbiamo sentito alcune delle organizzazioni di categoria più importanti del Paese e uno dei protagonisti della campagna “Contante libero”.
Codacons: necessario aumentare fiducia dei consumatori nella moneta elettronica – Il vicepresidente di Codacons, Gianluca Diascenzo, si mostra favorevole all’utilizzo della moneta elettronica tuttavia sottolinea “l’importanza di aumentare la fiducia dei consumatori verso i nuovi strumenti” in particolare per quanto riguarda “gli aspetti della sicurezza”. A questo fine “stiamo collaborando con l’Abi e gli istituti di credito” prosegue Diascenzo che solleva anche un secondo problema: “Il passaggio alla moneta elettronica deve essere accompagnato da un abbattimento dei costi per i consumatori e per gli esercenti”. Il vicepresidente di  Codacons si mostra poi perplesso in merito all’efficacia dello strumento nella lotta contro l’evasione fiscale. “Personalmente preferisco il sistema americano del contrasto di interessi che consente ai consumatori di dedurre o detrarre tutte le spese che si effettuano” dice Diascenzo in sintonia con quanto affermato dal vicepremier Alfano.
Paolo Barrai (Mercato Libero): restrizione uso del contante operazione a vantaggio delle banche – Il fondatore di Mercato Libero, uno dei più importanti blog italiani di informazione economica indipendente, è stato uno degli ideatori ed organizzatori della campagna “Contante libero” contro il limite di 1000 euro introdotto dal governo Monti. Per Barrai la lotta all’evasione è un falso problema perché “gran parte di essa avviene ad opera di grandi imprese” su movimenti tracciati. Il vero obiettivo del governo è quello “di favorire il sistema bancario in difficoltà che grazie ad un uso più intensivo della moneta elettronica ricaverebbe maggiori ricavi in commissioni”. Barrai pone poi anche un problema in termini di privacy: “Il tracciamento delle spese di ammontare più contenuto significa anche entrare più massicciamente nella sfera personale dei singoli individui e pone un serio problema sul fronte della libertà dell’uomo”.
Confedercontribuenti: limiti al contante grosso errore nell’attuale fase economica – Per il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, la restrizione all’uso del contante e la tracciabilità complessiva dei movimenti “è positiva in linea di principio” ma “sarebbe un errore farla in questa fase economica in quanto porterebbe ad una ulteriore contrazione dell’economia” perché “gli italiani non sono abituati all’uso della moneta elettronica”. Anche per Finocchiaro quello della lotta all’evasione è un falso problema. “L’Agenzia delle Entrate ha già a disposizione strumenti adeguati per scovare gli evasori” e a questo proposito ricorda “le 124 banche dati esistenti e il sistema di incrocio dei dati denominato Serpico lanciato recentemente”. C’è una pressione della lobby bancaria per restringere l’uso del contante? “Assolutamente sì” conferma il presidente di Confedercontribuenti che a questo riguardo cita il fatto che “già oggi gli istituti di credito ostacolano arbitrariamente le richieste di liquidità da parte dei clienti”.
Confesercenti: ridurre i costi di commissione dei pagamenti elettronici – Per il segretario generale di Confesercenti, Mauro Bissoni, prima di restringere ulteriormente l’uso del contante “occorre abbattere i costi che oggi gravano sull’utilizzo della moneta elettronica sia sugli esercenti che sui consumatori”. “Stiamo parlando di commissioni altissime che vanno dall’1% al 3%” prosegue Bissoni che solleva anche dubbi sull’efficacia dello strumento ai fini della lotta all’evasione: “Non lo è stato fino ad oggi e non credo lo diventerà semplicemente riducendo ulteriormente il limite”. Per Bissoni “il problema della tracciabilità è oggettivo ma esso deve essere fatto in modo intelligente ovvero favorendo l’uso della moneta elettronica attraverso degli incentivi e non facendo una lotta contro il contante”. Anche il segretario generale di Confesercenti non risparmia alcune critiche al sistema bancario: “Sarebbero i maggiori beneficiari di una ulteriore diffusione dei pagamenti elettronici ma fino ad oggi non hanno mostrato particolare sensibilità al problema delle commissioni, come per esempio per i pagamenti inferiori ai 100 euro presso i distributori di carburanti, nonostante l’esistenza di apposite norme in materia”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox