16 Settembre 2003

Dai camping alle sigarette, ecco la corsa dei prezzi

Dai camping alle sigarette, ecco la corsa dei prezzi


Aumenti del 32,5% per gli alloggi alternativi agli alberghi. Più 6,7% per i pedaggi autostradali






ROMA – Ancorata per cinque mesi al 2,7%, l?inflazione ad agosto sale del 2,8% su base annua tornando così agli stessi livelli di gennaio. Una nuova fiammata dei prezzi, che ha spinto l?Intesa a ricorrere al Tar del Lazio per contestare il dato dell?Istat giudicato «totalmente sballato e lontano dalla realtà».
Così, se i consumatori si mobilitano per lo «sciopero della spesa», a scendere in campo è anche il vicepresidente della Confindustria, Rosario Averna, preoccupato «non per l?aumento in sè, quanto per il fatto serio che non c?è ancora la ripresa dell?economia». Ad innescare l?allarme rosso sui prezzi, sono in realtà gli aumenti a due cifre registrati dall?Istat in vari settori: dai trasporti agli alimentari fino ai prezzi delle sigarette. Con aumenti record del 32,5% in alcuni comparti dell?industria delle vacanze (agriturismo, campeggi, traghetti lagunari, servizi cuccette sui treni), dei servizi di bancoposta (+26.7%) e dei trasporti navali (+20,8%) che pure in questo caso hanno finito con l?aggravare la spesa delle famiglie per sfuggire ad un?estate torrida.
Un «boom» impressionante di rincari, che ha spinto il segretario della Cisl, Pier Paolo Beretta, a chiedere un tavolo urgente di confronto con le parti sociali «per adeguare alla realtà il tasso programmato». E ad attaccare è anche il diessino Alfiero Grandi: gli aumenti maggiori, dice, sono tutti concentrati nei servizi, terziario e commercio, dove il governo non usato le armi a disposizione per scoraggiare gli aumenti speculativi. Ma la protesta non arriva solo dall?opposizione. «Sui prezzi e sulle tariffe che dipendono dall?intervento governativo, dalle ferrovie, alle poste all?energia – ha dichiarato Riccardo Petrizzi (An), presidente della Commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama – va fatta una riflessione approfondita incrementando i controlli nel settore agroalimentare e turistico che dovrebbero essere le punte di diamante della nostra economia».
A dare il via ad una giornata di arroventate polemiche è stata, come si è visto, la variazione del più 2,8% sul costo della vita diffusa dall?Istat che, nel rendere note le cifre preliminari riferite all?indice Nic con «tabacchi», ha confermato le stime delle città campione. Su base mensile l`incremento è dello 0,2%. Confermati anche i dati dell`Indice armonizzato Ue, che rispetto al mese precedente flette dello 0,4% e, su base annua, cala al 2,7% dal 2,9% di luglio. Se per le alternative all`albergo in un anno gli aumenti hanno provocato una stangata del +32,5%, anche prodotti che sono sulla tavola tutti i giorni, come patate, zucchine, fagioli, risultano tutti più costosi di oltre il 9% rispetto ad un anno fa. E a questo proposito l`Istat sottolinea: per l`aumento dei prezzi «il contributo maggiore è attribuibile al capitolo dei beni alimentari e bevande analcoliche, che da solo spiega quasi un quinto del tasso di inflazione registrato ad agosto». E per restare alle spese più diffuse, aumenti consistenti si registrano anche nei servizi bancari (+7,4%), pizzerie (+4,8%), pedaggi autostradali (+6,7%).
I tassi di inflazione nei primi 8 mesi del 2003, sono stati «relativamente elevati se valutati all`interno del contesto macro-economico, ed in particolare – spiega l`istituto nazionale di statistica – alla luce della perdurante fase di debolezza della domanda per consumi». E se l`indice non scenderà dal 2,8%, registrato appunto ad agosto, il tasso d`inflazione per il 2003 – avverte l`Istat – sarà pari al 2,5%, un decimale in più rispetto al 2,4% indicato nel Dpef.
Ad agosto 2003 la variazione tendenziale dei prezzi dei beni è risultata pari al 2,3% e quella dei prezzi dei servizi del 3,4%. Dopo i tabacchi (+8,7%), gli aumenti più consistenti sono stati registrati nei beni alimentari (+3,6%) e a trascinare il caro-tavola sono i prodotti non lavorati (+5,3% rispetto all`anno scorso), e soprattutto quelli ortofrutticoli. Anche il comparto energetico segna un aumento superiore alla media: +4,3%.
Il capitolo servizi è quello che registra però gli aumenti più consistenti. Chi sceglie per le vacanze un`alternativa al più costoso albergo, dal campeggio all`agriturismo, si trova a dover sborsare un terzo in più rispetto all`anno scorso. Più cari del 7,4% i servizi bancari, ma anche andare in pizzeria o al ristorante costa il 4,8% in più, rispetto ad agosto di un anno fa. Più salato il conto anche per riparare qualcosa, dalle scarpe (+4,5%) ai mobili (+4,3%). Meno pesanti invece gli aumenti nei servizi regolamentati (nel complesso +2,3%) ma le eccezioni non mancano, dal bancoposta (+26,7% in un anno) ai pedaggi autostradali (+6,7%). A far da contrappeso nel settore sono però le riduzioni registrate per la telefonia fissa e pubblica (-2,2%).

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