Dai campi alla tavola: la spesa diretta fa boom
Dai campi alla tavola: la spesa diretta fa boom
Achille Perego MILANO IL GIORNO dopo «la piacevole sorpresa» (parole di Monti) della crescita della fiducia dei consumatori a febbraio, sul fronte della spese delle famiglie è arrivata una notizia da ?recessione’. Anche se i dati di ieri dell’ Istat si riferiscono a dicembre (il mese peggiore della crisi di liquidità ma anche dello shopping di Natale), confermano la picchiata dei consumi che non coinvolge più solo i piccoli negozi ma anche centri commerciali e supermercati, mentre vanno bene solo i ?discount? (+1%) e gli acquisti diretti dagli agricoltori (più 53%) SEGNO che gli italiani ormai risparmiano anche sul carrello della spesa. Strozzati anche dai costi della benzina che nel week end fa segnare un nuovo massimo: quello della Shell, che con un ritocco all’ insù di 0,9 centesimi al litro, è arrivata a 1,820 euro al litro. E in alcune aree del Paese le punte massime toccano ormai 1,91 euro. Il 2011, dunque, si è chiuso con un calo delle vendite al dettaglio dell’ 1,3% sul 2010, dato peggiore dal 2009. Stabili gli alimentari e giù dell’ 1,8% il non food. Peggio però è andata a dicembre con uuna caduta su novembre dell’ 1,1% (valore più basso da luglio 2004) e un crollo rispetto a dicembre 2010 del 3,7%, con un meno 1,7% per gli alimentari e un meno 4,4% per il non food. La gelata dei consumi, questa volta, non ha risparmiato la Gdo, arretrata del 3,9% (-1% gli alimentari e -5,7% il non food) su dicembre 2010. Male ancora i piccoli negozi (-3,5%). Quanto ai prodotti, crollo dell’ 11,3% per elettrodomestici, radio e tv e del 7,8% per strumenti magnetici e musicali mentre hanno tenuto solo i prodotti per la cura della persona (-1,6%). La picchiata di dicembre allarma un po’ tutti. «Questo dato segnala ancora una volta in modo drammatico il calo dei consumi» e il «tracollo dei piccoli negozi», imponendo subito misure fascoli per favorire la ripresa, avverte Confesercenti. Di riduzione «particolarmente significativa che segnala lo stato di estrema difficoltà dei consumi delle famigliee» parla Confcommercio secondo la quale però non siamo all’ Apocalisse come sostengono i consumatori. Per il Codacons infatti siamo «alla prova evidente di come le famiglie siano stremate». E il 2012 andrà anche peggio. D’ ACCORDO anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori che parla di «famiglie sfinite» con una su tre che cambia menù e il 40% acquista in promozione o al discount. Adusbef e Federcosumatori stimano addirittura un calo maggiore nel 2011 (-2,2%) e denunciano, come l’ Adoc, un potere d’ acquisto delle famiglie in caduta libera per i rincari (benzina in primis) e per la manovra Salva Italia. Infine Federdistribuzione è preoccupata per consumi in calo anche nel 2012 (-0,5% alimentari e -2,5% non food).
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