19 Novembre 2021

Dad, bocciate dal Tar le chiusure di De Luca “Si attenga alle leggi”

 

CASERTA- E’ andato oltre i limiti imposti dalla legge nazionale, Vincenzo De Luca, quando ha imposto la Didattica a distanza mentre la Campania non era zona rossa. Il Tar ha dato ragione al Codacons e ai genitori no-Dad, definendo illegittime le ordinanze sulla didattica a distanza del presidente della Regione. Nel ricorso erano stati segnalati “plurimi profili di violazione di legge ed eccesso di potere, principalmente incentrati sulla sollevata obnubilazione dell’apicale principio di proporzionalità che, pur a fronte di un pericolo per la salute individuale e collettiva, indotto dall’emergenza Covid, avrebbe tuttavia imposto una attenta disamina preventiva degli effetti delle misure restrittive adottate, incidenti su minori e pregiudizievoli per la loro formazione complessiva in assenza di evidenti vantaggi e, sotto altro profilo, sul mancato apprestamento e/o individuazione di misure diverse meno impattanti su diritti fondamentali”. Il Tar ha accolto i motivi del ricorso ritenendo che la disposta sospensione delle attività didattiche in presenza per la Regione Campania, in via generalizzata, nei periodi considerati nelle ordinanze restrittive, non ha tenuto conto della regolamentazione per ‘ fasce’ di rischio contenuta nella normativa statale, che aveva già operato, ex ante, il bilanciamento tra diritto alla salute e diritto all’istruzione, nel senso di sacrificare il secondo al primo nei casi di maggior rischio (regioni ‘rosse’)e, in via progressivamente più restrittiva, all’aumentare dell’età dei discenti (curando, ove possibile,il mantenimento della didattica in presenza per gli alunni più piccoli), e che avrebbe imposto, per la deroga, una motivazione stringente e rafforzata che avesse dato conto degli elementi diversi o sopravvenuti rispetto a quelli considerati dal Governo nazionale, come avrebbero potuto essere gli indici di aggravato rischio, tali da giustificare il regime più restrittivo, con adeguata ponderazione delle situazioni di compressione dei diritti dei minori”. Diritti violati, quindi. Con il centrodestra che ora chiede al governatore di risarcire le famiglie dei minori per il danno patito. Un risarcimento che però il Tar non ritiene necessario, eccezion fatta per le spese legali. Soddisfazione per l’esito del ricorso è stata espressa dall’associazione Scuole Aperte: “Sono stati accolti i due ricorsi presentati dai genitori degli alunni delle scuole elementari, medie e superiori e dal Codacons, per il tramite degli avvocati Matteo Marchetti e Laura Clarizia, e degli alunni delle scuole elementari e medie, per il tramite dell’avvocato Luciano Butti, in rappresentanza dell’Associazione Scuole Aperte Campania (già Coordinamento Scuole Aperte Campania). Finalmente è stata ridata voce a tutti i minori campani che, a causa di tale illegittima disposizione, hanno subito danni, spesso irreparabili”, fanno sapere dall’associazione incarare la dose ci ha pensato Alessandra Caldoro, sorella del silente ex governatore, oggi in Fratelli d’Italia: “La scuola è statale e lo Stato deve adoperarsi affinché gli studenti e le loro famiglie vengano risarciti automaticamente senza dover ricorrere a spese legali. Lo Stato è stato assente durante le chiusure, dopo questa sentenza non può più esserlo, deve essere presente e deve intervenire. La politica non può che condannare il presidente De Luca e il suo assessore al ramo. Le dimissioni della Fortini sono un atto dovuto e vanno chieste con forza da tutti. L’auspicio è che l’assessore Fortini le rassegni come gesto di dignità”.

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