Da venerdi` serrate ad oltranza
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fonte:
- RAI news 24
Farmacisti sul piede di guerra minacciano una nuova serrata a partire da venerdi` 28. E non fermeranno il braccio di ferro con il Governo. L`assemblea straordinaria di federfarma di ieri pomeriggio ha deliberato oltre al nuovo sciopero lo stato di agitazione permanente fino a quando “non avremo soddisfazioni dal decreto“ e la raccolta delle firme per un eventuale referendum abrogativo. Questi i risultati della seconda giornata di sciopero (dopo quello del 19 luglio) indetta dalla categoria e mentre i farmacisti annunciano le nuove azioni di protesta la Commissione di garanzia sugli scioperi, presieduta da Antonio Martone, ha deliberato oggi l`apertura del procedimento di valutazione del comportamento della Federfarma e dell`Organismo Unitario dell`Avvocatura. “Non ci sono margini di manovra nel decreto“ e` stata la risposta del Governo alla delegazione dei farmacisti che ha incontrato il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. L`unica speranza data alla categoria e` quella dell`apertura di un tavolo tecnico per una giusta interpretazione delle direttive del decreto. “Le nuove norme si legge in un nota del ministro – consentiranno l`abbassamento dei prezzi dei farmaci e una maggiore accessibilita` da parte dei consumatori, peraltro sotto l`assistenza di un farmacista iscritto all`ordine professionale, proprio al fine di evitare ogni possibile abuso nell`utilizzo dei farmaci“. Anche il ministro Turco ha precisato che laddove “saranno venduti medicinali ci debba sempre essere un laureato in farmacia iscritto all`Ordine“. Ma il ministro ha anche dato disponibilita al dialogo e ha invitato i farmacisti a “superare l`attuale posizione rispetto ad una legge che ci porta in Europa“. I primi a sparare a zero sulle proteste messe in atto contro il decreto sono gli iscritti dal Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) che affermano “lo sciopero di oggi e` contro la competizione nel settore, contro la possibilita` data a nuove e vecchie generazioni di farmacisti di misurarsi nel libero esercizio della propria professione“. Critiche aspre anche dalle associazioni di consumatori. Cittadinanzattiva ha oggi inviato un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma per valutare l`esistenza del reato di interruzione di pubblico servizio. Mentre il Codacons ricorda che “i cittadini che hanno oggi subito disagi e che hanno trovato le farmacie chiuse, possono chiedere il risarcimento dei danni fino a 2.500 euro, ricorrendo al Giudice di pace“. Il Movimento in difesa del cittadino invece accusa le farmacie di essere diventate dei veri e propri supermercati. Sul fronte parlamentare l`opposizione si e` schierata dalla parte delle farmacie. Gianni Alemanno (An), intervenendo all`assemblea nazionale dei farmacisti ha detto “Chiederemo anche alla Camera che si apra un confronto su questo provvedimento piovuto dall`alto e se anche questa volta ci sara` negato, penseremo a forme piu` dure di protesta“. Mentre per Enzo Ghigo (Fi), “Il Governo maschera con false liberalizzazioni la volonta` di attaccare e indebolire le categorie sociali non allineate con la sinistra“. La parlamentare e farmacista Azzurra Chiara Moroni e` scesa in piazza per protestare. In difesa di Bersani si e` espresso Pino Sgobio, dei Comunisti Italiani: “Quanto deciso dal Governo ha l`indubbio vantaggio di facilitare la vita dei cittadini e di offrire nuovi posti di lavoro, perche` apre un`ottima prospettiva professionale a migliaia di farmacisti non titolari“.
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