Da un punto di vista morale è un giorno importante per noi
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fonte:
- Il Mattino
«Da un punto di vista morale è un giorno importante per noi: è stata fatta giustizia. Sarebbe stato un giorno importante per lei, per mia moglie, finalmente qualcuno ha riconosciuto che aveva ragione…» Ferruccio Di Bari, sessantanove anni, dipendente dell?Inps oggi in pensione, e il figlio Claudio, trentaquattro anni, medico, hanno trovato la forza di andare avanti nella lunga, difficile battaglia legale contro il ministero della Pubblica istruzione proprio in quell?impegno preso con lei Maria Sposetti, moglie e madre, scomparsa cinque anni fa in un incidente stradale dopo aver vissuto il calvario di un tumore. Ferruccio Di Bari, soddisfatto della decisione dei giudici? «La mia è solo una soddisfazione morale. Certo questa decisione rappresenta, a mio avviso, anche un modo per rilanciare la campagna contro il fumo passivo». Una battaglia difficile: lei e suo figlio non avete mai pensato di mollare? «Mai. Abbiamo tenuto fede alla volontà di Maria. Mia moglie era una donna molto tenace, molto combattiva. E, soprattutto, era profondamente arrabbiata per quanto le era accaduto, per aver sofferto tanto per un vizio che non era il suo. Tanto è vero che ha preso parte anche a numerose trasmissioni televisive per fare in modo che la sua testimonianza potesse essere utile ad altre persone, che le sue parole potessero servire a prevenire altre situazioni terribili. Il Codacons, poi, in tutta questa vicenda ci ha sostenuto fin dall?inizio, non ci ha mai lasciato soli. Con alcuni rappresentanti dell?associazione siamo ormai diventati amici». Nella vostra famiglia c?è qualche fumatore? «Mia moglie non ha mai fumato e nessuno di noi in famiglia ha mai fumato. Mia moglie ripeteva sempre che sul luogo di lavoro quando lei si ribellava contro i fumatori passava per pazza. Lavorava in una stanzetta angusta del ministero ed era costretta a respirare fumo. Era circondata da colleghe che si accendevano una sigaretta dietro l?altra e, raccontava sempre, che si rifutavano perfino di aprire le finestre o la porta per far passare l?aria». All?epoca non c?era la legge Sirchia… «No. Ma lei chiese ai suoi superiori di essere trasferita in un?altra stanza: la sua richiesta non fu presa in alcuna considerazione. Dopo sette anni, la scoperta del tumore di origine epidermoide, un carcinoma che deriva dal fumo di tabacco. Ma nonostante l?intervento, nonostante le pesanti cure alle quali fu sottoposta, quando ritornò sul luogo di lavoro si ritrovò tra colleghi che continuavano a fumare».
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