28 Maggio 2010

Da Tremonti altro stop ai precari bloccati anche i nuovi contratti

La scure di Tremonti si abbatte sui precari degli enti locali siciliani e mette in bilico anche il rinnovo di molti contrattisti della Regione nel 2011. Altro che deroga al patto di stabilità: la manovra varata dal ministro dell´Economia blocca i rinnovi dei contratti per la gran parte dei 22.500 precari dei Comuni siciliani, e per gli enti locali virtuosi fissa il tetto ad appena il 20 per cento di quelli in scadenza. Norme che, sommate al taglio ai trasferimenti, alla riduzione delle entrate da Irap per la Regione, e al varo dei pedaggi anche nelle autostrade dell´Isola, fa scattare la rivolta contro Roma da parte del governo regionale, di sindaci, sindacati e associazioni dei consumatori. Mentre all´Ars non è in discussione il taglio ai compensi dei deputati, come prevede la manovra nazionale al Senato: «Rispetto ai senatori, qui all´Ars dal 2007 non ci aumentiamo i compensi, quindi abbiamo già anticipato la manovra Tremonti», dice il presidente di Palazzo dei Normanni, Francesco Cascio. I primi ad alzare la voce contro Roma sono gli esponenti del governo regionale, preoccupati soprattutto per i precari dell´Isola. La Sicilia ancor prima della manovra di Tremonti è in stato di agitazione e chiede la deroga al patto di stabilità per i Comuni che al momento non possono rinnovare i contratti in scadenza del bacino dei 22.500 precari. L´articolo 13 del testo varato dal ministro dell´Economia, però, invece di dare deroghe prevede un´ulteriore stretta: «E’ fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale con qualsivoglia tipologia contrattuale agli enti nei quali l´incidenza delle spese di personale è superiore al 40 per cento delle spese correnti (attualmente è il 50, ndr)», si legge nel testo. E chi rispetta il parametro può fare assunzioni «ma solo nel limite del 20 per cento della spesa corrispondente a quella dell´anno precedente». Ieri di questo articolo il governatore Lombardo ha discusso al telefono con lo stesso ministro Tremonti, per sottolineare come questa norma in Sicilia mette a rischio il lavoro di migliaia di persone. «Occorre una deroga al patto di stabilità per salvare i nostri precari», dice l´assessore al Lavoro, Lino Leanza. I sindacati sono sul piede di guerra e per il tre giugno Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una grande manifestazione a Palermo per chiedere il salvacondotto ai precari negli enti locali. In stato di agitazione sono però anche i dipendenti regionali: da Roma è in arrivo lo stop ai rinnovi dei contratti e il taglio del 10 per cento ai compensi per i dirigenti con stipendi superiori ai 90 mila euro. L´assessore regionale Caterina Chinnici ha poi annunciato una riduzione del numero dei 4.500 contrattisti da stabilizzare: «Lunedì faremo una manifestazione sotto la sede dell´assessorato, il governo regionale ha fatto delle promesse che ora deve mantenere comunque», dicono Dario Matranga e Marcello Minio dei Cobas, mentre Armando Aiello della Cisl e Enzo Abbinanti della Cgil chiedono di essere immediatamente convocati dal governatore Lombardo, che ieri ha assicurato «che tra mille difficoltà sia i rinnovi che la stabilizzazione andranno avanti». Un appello contro i tagli da Roma è arrivato ieri anche dall´assessore al Bilancio, Michele Cimino: «Non condivido l´ulteriore taglio che lo Stato fa sugli enti locali – dice – Vorrei ricordare che la Regione ha varato un piano Fas che ha avuto l´apprezzamento del ministro Tremonti: ma non mi risulta che tali fondi, 1,3 miliardi di euro, siano stati trasferiti, mentre sembra che una parte abbia già preso la via del Nord». E se il capogruppo dell´Udc all´Ars, Rudy Maira, chiede invece che si faccia subito una manovra correttiva anche in Sicilia «tagliando privilegi, come le auto blu», il presidente dell´Ars Cascio non sembra disponibile a varare il taglio del 10 per cento ai compensi dei deputati, come fatto da Tremonti per i senatori: «Rispetto al Senato abbiamo saltato due scatti d´aumento, quindi già oggi riceviamo 600 euro al mese netti in meno rispetto ai senatori – dice Cascio – Comunque ne parleremo nel prossimo consiglio di presidenza». Contro la manovra Tremonti protestano anche le associazioni dei consumatori, in testa il Codacons, per il via libera al pagamento del pedaggio per le autostrade siciliane, dalla Palermo-Catania alla Palermo-Mazara del Vallo. Pedaggi anche su un´autostrada molto frequentata dai siciliani: la Salerno – Reggio Calabria.

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