Da stasera 48 ore senza benzina
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fonte:
- La Stampa
Da stasera 48 ore senza benzina
TORINO Da questa sera niente benzina per 48 ore. I distributori di carburanti rimarranno chiusi dalle 19,30 fino alla stessa ora di dopodomani, mentre in autostrada la serrata scatterà dalle 22 alle 22 del 7. La protesta è stata confermata da Faib-Aisa, Fegica e Figisc-Anisa, le organizzazioni dei gestori degli impianti, che annunciano anche un presidio di fronte alla Camera nella tarda mattinata di domani per informare parlamentari e cittadini. Ma proprio tra i cittadini-consumatori crescono le proteste e corrono voci di speculazione. Il fatto che ad un paio di giorni dal “black-out“ dei distributori il prezzo dei carburanti sia salito, toccando i livelli più alti dall`agosto scorso, non è andato giù agli automobilisti, costretti a fare il pieno per poter circolare nei due giorni di chiusura degli impianti, che si sentono al centro di una manovra per far cassa alle loro spalle. “La serrata dei benzinai non otterrà alcun appoggio dai cittadini – dice il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – a pagare le spese della protesta saranno come sempre gli utenti. Reagiremo con un boicottaggio nazionale dei distributori“. Alla ritorsione aderiranno anche Adusbef e federconsumatori, che, a proposito dell`accisa “mobile“ sui carburanti, istituita dal governo per compensare il livello di tassazione quando il petrolio rincara in maniera vertiginosa di prezzo, sostengono: “Questo meccanismo non risolve il problema. Di fronte alle manovre speculative su tutta la filiera dei carburanti bisogna costituire una commissione di vigilanza“. Insomma, si chiede di chiarire perchè i nostri prezzi industriali di benzina e gasolio siano tra i più alti d`Europa. “In realtà – contrattaccano i benzinai – il prezzo dei carburanti continua ad aumentare mentre la grande distribuzione organizzata viene invitata a dividere il bottino con le compagnie petrolifere, alle quali vengono dati in pasto proprio i gestori che sono l`unico elemento della filiera a cercare di difendere un minimo di autonomia. E la situazione si traduce in un affare anche per il governo, che solo grazie agli aumenti degli ultimi quattro mesi, prevede di incassare, su base annua, 650 milioni di euro di Iva in più“. Intanto il ministro per lo Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, nonostante i benzinai abbiano ridimensionato la protesta, riducendola di un giorno rispetto al programma originale, valuta lo sciopero che comincia oggi una “reazione spropositata alla norma sulle privatizzazioni“. Parlando a margine dell`assemblea di Federchimica il ministro ha sottolineato: “Occorre un clima di maggior accettazione e tranquillità per tutti. Noi siamo disponibili a discutere. L`importante è che i diritti degli utenti siano salvaguardati“.
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