16 Maggio 2001

Da Siracusa a Genova: neonato morto in treno

Finisce in tragedia il viaggio della speranza del piccolo di 8 mesi, gravemente malato


Da Siracusa a Genova: neonato morto in treno


Doveva essere visitato da un medico dell?ospedale Gaslini. È deceduto a La Spezia

GENOVA – Johnatan T. aveva solo otto mesi e una grave malattia della pelle. I suoi genitori, una coppia di disoccupati siciliani, dopo aver inutilmente cercato di farlo curare nella loro città, sono partiti in treno per l`ospedale Gaslini di Genova. Ma il piccolo non ha retto alle 18 ore di viaggio. Ieri i genitori lo hanno trovato morto nel loro scompartimento, quando il treno era ormai alla Spezia. Le cause della morte sono ancora da accertare. La magistratura spezzina ha disposto l` autopsia, che sarà eseguita oggi pomeriggio. «Sono certo che mio figlio poteva essere salvato – è stato il commento del padre Salvatore, 39 anni, panettiere disoccupato di Augusta in provincia di Siracusa – La mia colpa è una sola. Non sono nato ricco e non ho potuto lottare per la sua vita».
Johnathan era il primo figlio della coppia, nato nel settembre dell`anno scorso. La madre, Cinzia M., ha 21 anni e non lavora. Il padre ultimamente aveva perso il posto. Il piccolo poco dopo la nascita si era ammalato di epidermolisi bollosa: una malattia particolarmente grave, che copre la pelle di vesciche e piaghe. I genitori lo avevano fatto ricoverare più volte all` ospedale di Augusta, ma senza risultato. Poi, un fratello del padre, che vive a Genova, gli aveva consigliato di portare il piccolo al prestigioso ospedale pediatrico Gaslini.

Così l?altro ieri pomeriggio, alle 14.30, i genitori e il piccolo sono saliti a Siracusa sul treno diretto al capoluogo ligure. Non avevano i soldi per l` aereo, e neppure per le cuccette.Con il loro bimbo nella carrozzina, si sono sistemati in uno scompartimento normale di seconda classe. Un viaggio di 18 ore, faticoso anche per un adulto, ancor più per un bimbo.

Secondo quanto hanno raccontato i coniugi alla polizia, Johnathan per due volte non ha voluto mangiare. Ma sembrava una normale reazione ai disagi del viaggio. Nella notte, i due genitori si sono finalmente assopiti. Salvatore e Cinzia si sono svegliati verso le sette, quando il treno stava per arrivare a La Spezia, a un` ora e mezza soltanto da Genova. Hanno preso Jonhathan in braccio, e si sono accorti che non respirava più. Era già morto da diverse ore, avrebbe poi stabilito il medico legale.

Disperati, i genitori hanno cercato il capotreno, che ha chiamato il 118. Il treno in pochi minuti è arrivato alla stazione di La Spezia. Ma il medico dell` ambulanza non ha potuto far altro che constatare il decesso. Fra le ipotesi, la famigerata «sindrome della culla», ancora inspiegabile, oppure gli effetti della stanchezza e della disidratazione su di un corpo già debilitato dalla malattia.

Il Codacons ha chiesto alla procura di Pisa di aprire sulla vicenda un` indagine per omicidio colposo e omissione di atti dovuti: «Sono ancora troppi questi viaggi della speranza – spiega Stefano Inglese -, ancora troppo le situazioni nelle quali alle famiglie tocca farsi carico delle difficoltà di disporre di strutture sanitarie affidabili sul territorio nel quale vivono».

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