DA SETTEMBRE SOSTEGNO DI INCLUSIONE
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fonte:
- La Sicilia
DA SETTEMBRE SOSTEGNO DI INCLUSIONE
Già dal 2013 e attivo in alcune grandi città del nostro Paese, ora e possibile richiederlo in tutto il territorio nazionale: si chiama sostegno di inclusione attiva(Sia) e sarà operativo dal 2 settembre prossimo. Il beneficio, destinato alle famiglie in difficoltà, prevede 80 euroal mese a persona, per un massimo di 400 euro a nucleo, destinato a chi ha un indiceIsee sotto i 3 mila euro e aderisce a un progetto personalizzato di inserimento sociale. Una misura che costerà 750 milioni di euro nel 2016,anche se il ministero punta a un raddoppio nel 2017. In questi 3 anni di sperimentazione, il Sia ha già sollevato perplessità tra gli addetti ai lavori. Secondo il Codacons, l’ annuncio del ministero e «un piccolo passo» che tuttavia «appare ancora insufficiente». Ottenere il beneficio comunque e parecchio complicato, qualcuno dice che e più facile fare un terno al lotto. Bisognerà soddisfare, oltre ai requisiti economici (Iseeinferiore a 3mila euro), anche quelli familiari (presenza di almeno un minorenne o di un figlio disabile o ancora di una donna in stato di gravidanza). Inoltre, occorrerà aderire a unprogettodi attivazione sociale e lavorativa, una sorta di accompagnamento per uscire dalla condizione di povertà. Quindi le famiglie saranno chiamate a impegnarsi nella ricerca di un lavoro, ma anche nel raggiungimento di obiettivi di istruzione (frequenza scolastica) o sanitari (vaccinazione). Per accedere al sostegno e necessario fare richiesta al Comune di residenza, dopo di che sarà valutata la situazione di ciascuno, assegnando un punteggio a seconda dei carichi familiari e dei redditi. Secondola Caritas, il report del ministero del Lavoro sul progetto non ha chiarito come gli enti locali possano creare progetti personalizzati a chi e senza lavoro. Inoltre, il Codacons puntualizza che «se si vuole prendere sul serio la lotta contro la povertà non bastano gli 1,5 miliardi messi a disposizione che, forse, accontenteranno 220mila nuclei, circa 800mila persone, ma servono 7 miliardi di euro, facilmente recupera bili anche dalla riduzione, una volta per tutte, degli immensisprechi della pubblica amministrazione». Nei fatti, con tale misura, purtroppo, 3,6 milioni di italiani, in forte disagio, non riceveranno alcun aiuto. NUCCIO CONDORELLI ([email protected])
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