25 Agosto 2004

Da settembre conti correnti più salati

Da settembre conti correnti più salati

Conti più salati per molti italiani: a settembre è prevista infatti una mini-stangata sui costi di gestione per le operazioni di conto corrente e ritocchi all?insù sui tassi da corrispondere alla banca (tassi attivi). La denuncia arriva da uno studio condotto dall?Intesa dei consumatori (Adusbef, Federconsumatori, Adoc e Codacons) che hanno monitorato le pubblicazioni a cura delle banche sulle ultime Gazzette Ufficiali. Ebbene, il risultato è proprio questo: alcune hanno adeguato i costi dei servizi contestualmente all?annuncio in Gazzetta Ufficiale, per altre i rincari scatteranno dal 1° settembre prossimo.

I consumatori denunciano, solo negli ultimi dodici mesi, un aumento del 15,8%. Ma, secondo l?Adusbef, se si calcola l?andamento dei costi dal gennaio 2002 emerge che l?incremento sarebbe stato doppio: in due anni e mezzo, sostiene il presidente dell?Associazione Elio Lannutti, si è arrivati addirittura al 30%. Per fare un esempio, dal luglio scorso, Unicredit ha rivisto già al rialzo i costi per le spese di chiusura trimestrali (5 Euro in più) e un aumento delle commissioni di massimo scoperto che vanno dallo 0,125% entro il fido allo 0,50% per gli utilizzi oltre il limite di fido.

Al rialzo anche i tassi attivi per la Banca Sella ?nella misura massima dello 0,25%?. Anche la Banca Popolare di Milano ha aumentato le operazioni tecniche a livello fido, e per gli utilizzi di conto corrente ha deciso un aumento dello 0,75% per tutte le condizioni. Stessa strada seguita dalla Banca Monte Paschi di Siena che ha aumentato di 10 centesimi le spese per ogni singola operazione. Di recente poi anche istituti di credito di più modesta dimensione hanno seguito la stessa strada: costerà 5 centesimi in più ogni operazione per chi ha il conto alla Banca di Credito cooperativo del basso veronese (compreso un aumento a 2 Euro per il prelevamento Bancomat su altri istituti) e così pure la Banca dell?Artigianato e dell?industria che ha rivisto al rialzo i tassi annui d?interesse debitori entro ed oltre il fido ordinario.
Anche i correntisti della Banca di credito cooperativo del Garda al rientro dalle ferie troveranno spese di gestione più salate: i costi per i prelevamenti di denaro o di incasso Rid cresceranno nella misura di 20 e 30 centesimi.

Caustica la conclusione di Lannutti: ?Sono aumenti ingiustificati ? commenta – e fatti per consentire alle banche di accantonare soldi per il risparmio tradito. Un unico colpevole c?è, ed è la Banca d?Italia?.

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