Da sabato al via i saldi Ma la crisi non passa
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
LECCE – Sabato prossimo, tra nuove speranze e angosce consolidate in lunghi mesi contrassegnati dal calo dei consumi, a Lecce, così come nel resto della Puglia, partono i saldi invernali che, secondo il presidente della Confcommercio salentina, Alfredo Prete, «mai come quest’ anno saranno veri». Una previsione che dovrebbe rassicurare quanti hanno atteso gennaio per acquistare a buon mercato i capi d’ abbigliamento finora solo osservati da dietro alle vetrine. «A Natale abbiamo avuto un calo delle vendite di circa il 15-20 per cento – argomenta Prete – e ora ci aspettiamo una ripresa, anche se la crisi continua a farsi sentire e le famiglie non sembrano ancora avere superato la fase emotiva dovuta alla paura della recessione». I saldi, dunque, cominciano il 5 gennaio, così come stabilito della Regione Puglia. La giunta dell’ ente di Via Capruzzi, con propria delibera del 2011, diede attuazione alle decisioni precedentemente assunte in sede di Conferenza delle Regioni in merito alla data per l’ avvio delle vendite di fine stagione. S’ inizia il primo giorno feriale antecedente l’ Epifania e si chiude il 28 febbraio, a differenza di quanto accade in Basilicata, Campania e Sicilia, dove la campagna dei saldi prende il via oggi. Stando alle previsioni di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media 359 euro per l’ acquisto di capi d’ abbigliamento e accessori, pari a un totale di 5,6 miliardi, che equivalgono al 18% del fatturato. I saldi invernali, in generale, costituiscono il 18 per cento della spesa totale del settore abbigliamento e calzature e ne approfitteranno 15,8 milioni di famiglie italiane su 25,5 milioni, con un acquisto medio per persona del costo di 150 euro. Confcommercio ha diffuso anche un decalogo a beneficio del consumatore. Eccone i punti salienti: verificare prima della partenza dei saldi il prezzo pieno del prodotto; non fermarsi mai davanti alla prima vetrina; diffidare dalle vetrine tappezzate di manifesti che non consentono di vedere la merce o che reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60 per cento; i prodotti venduti a saldo devono essere di fine stagione ma non di quelle passate; su ogni prodotto deve essere indicato obbligatoriamente e in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto; i commercianti in possesso del Pos hanno l’ obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat; conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto. «I commercianti, comunque, hanno già iniziato da tempo a fare sconti, annunciandoli con gli sms – ravvisa Alfredo Prete -, ma questo non significa che nei negozi non si troverà abbondanza di merce, anche perché non ci risulta che la gente abbia speso tanto sotto Natale». Il presidente di Fercommercio Lecce, Rino Longo, rimugina per il mancato avvio anticipato dei saldi che egli stesso aveva proposto nelle scorse settimane. «Se avessimo fatto le vendite di fine stagione prima di Natale adesso non ci troveremmo con l’ acqua alla gola – dice Longo -. Le vendite natalizie sono andate male, come avevamo previsto, e sui saldi c’ è un grosso punto interrogativo visto il perdurare della situazione di diffidenza e di paura generalizzata tra i consumatori che preferiscono risparmiare piuttosto che spendere». Non è ottimista neppure il Codacons, secondo cui le famiglie italiane non spendono perché «non hanno più soldi», tanto che l’ associazione prevede un decremento delle vendite intorno al 15 per cento, con una spesa media di 224 euro a famiglia. Ma non è tutto. Sempre secondo il Codacons, solo il 40 per cento dei nuclei familiari potrà permettersi qualche acquisto, in quanto si calcola che rispetto a quattro anni fa il budget per i saldi si sia dimezzato. A. D. R. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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