22 Giugno 2007

Da Rifondazione e Codacons un secco no al termovalorizzatore

Il senatore Liotta e Tanasi: la struttura è un fattore d’inquinamento. Prodi e Cuffaro invitati a cercare nuove forme di smaltimento rifiuti

Paternò – "Contro la costruzione del termavalorizzatore siamo pronti a clamorose manifestazioni": lo afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons e presidente del comitato regionale "No ai termovalorizzatori in Sicilia". Tanasi ribadisce un "no" secco al termovalorizzatore: "La nostra – ha dichiarato – è una presa di posizione seria e motivata. Non solo, infatti, sono numerose le osservazioni espresse dai tecnici ed esperti, che hanno avanzato seri dubbi sull’utilità di impianti così complessi come i termovalorizzatori e sulla loro effettiva utilità in termini di produzione di energia etutela dell’ambiente, ma al momento non sono chiari nemmeno i termini e le modalità attraverso le quali dovrebbe essere ridotta la quantità di emissioni inquinanti prodotta. Il termovalorizzatore è di per sé un fattore di inquinamento, a cominciare dagli automezzi adibiti al trasporto di rifiuti dai luoghi di provenienza a luoghi di trattamento, che rilasciano in atmosfera odori nauseabondi e inquinano con i loro gas di scarico, oltre all’imponente via vai che produrrebbero sulle strade. "In teoria un termovalorizzatore è un impianto di incenerimento evoluto e capace di trarre energia dai rifiuti salvaguardando la qualità delle emissioni atmosferiche. Secondo gli esperti che hanno aderito al comitato – continua Tanasi – per funzionare il termovalorizzatore ha intanto bisogno di grandi quantità di aria, che per effetto del processo di combustione si trasforma in gas esausti (fumi), che sono enormi vettori di microinquinanti. Questi gas per essere immessi nell’atmosfera necessitano di un processo di purificazione in impianti che dovrebbero garantirne la non dispersione ambientale. In sostanza il processo di termovalorizzazione per ragioni intrinseche non può garantire la salubrità ambientale. Inoltre, tale processo implica che la generazione di energia debba essere contemporanea alla combustone dei rifiuti e quindi l’impianto non è così flessibile in rapporto alla produzione, determinando una vera riduzione del vantaggio energetico. "Per tutti questi motivi – conclude Tanasi – chiediamo a Prodi e Cuffaro di ricercare nuove forme di smaltimento di rifiuti e non di "dotare" la Sicilia di impianti già obsoleti, facendo credere ai siciliani di avere una fonte di energia moderna e a poco prezzo". Anche Santo Liotta, senatore di Rifondazione comunista, interviene sull’argomento: "Continueremo ad opporci alla costruzione, anche contro Cuffaro, Pecoraro Scanio e Prodi. Il pasticcio di comunicazione sul presunto accordo Cuffaro-Prodi in merito agli inceneritori in Sicilia introduce un elemento inquietante nelle relazioni tra questo Governo e quella parte del popolo siciliano che pure ha dato fiducia al centrosinistra. Oggi che i comitati civici di tutta l’isola tornano a mobilitarsi contro il dissennato piano regionale dei rifiuti di Cuffaro, Rifondazione ribadisce la propria opposizione alla costruzione dei quattro eco-mostri nell’isola. Per anni ci siamo battuti a fianco delle popolazioni contro Cuffaro, Matteoli e Berlusconi".

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