7 Giugno 2019

Da Popolare Bari 3,5 milioni primi risparmiatori risarciti

sono migliaia i ricorsi degli azionisti per il crollo del valore dei titoli. l’ istituto di credito sigla un accordo con le associazioni dei clienti. ma c’ è il termine del 31 dicembre 2018
di Antonello Cassano Un piano per venire incontro agli azionisti colpiti dal crollo del valore dei titoli, con azioni compensative garantite da un fondo da 3,5 milioni di euro. Banca Popolare di Bari si presenta con un ramoscello d’ ulivo davanti ai suoi soci, alcuni dei quali colpiti duramente dal calo delle azioni che ha portato il valore dei titoli nel giro di pochi anni da 9,50 euro a pezzo agli attuali 2,38 euro, prezzo a cui si provano a vendere i titoli attualmente sul mercato secondario Hi-Mtf. Proprio il calo del valore delle azioni ha provocato l’ avvio di migliaia di ricorsi degli azionisti. Ora la banca sembra fare un passo avanti con un accordo con il Comitato per la tutela degli azionisti che raccoglie le associazioni Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Codacons, Confconsumatori, Lega consumatori Bari e Unione nazionale consumatori. In un comunicato congiunto la Popolare di Bari e il Comitato spiegano che la banca “intende offrire ai propri soci la possibilità di aderire a una procedura di conciliazione per la risoluzione delle controversie relative alle azioni della stessa banca”. Per farlo ha deliberato di attivare un plafond di 3,5 milioni di euro da destinare “alla definizione in via conciliativa delle controversie con i soci”. L’ ipotesi della conciliazione ” si fonda sulla possibilità di riconoscere in via transattiva al socio un indennizzo pari al differenziale tra prezzo di acquisto dell’ azione al momento della sottoscrizione e prezzo di presunto realizzo al momento della domanda, al netto dei flussi cedolari e dei dividendi già percepiti dal socio stesso”. La procedura è valida solo per quei soci che abbiano presentato un reclamo alla banca entro il 31 dicembre del 2018 e richiedano un importo di risarcimento non superiore a 5mila euro o che abbiano presentato un ricorso all’ Arbitro per le controversie finanziarie e richiedano un risarcimento non superiore a 50mila euro. Sono esclusi i soci il cui ricorso all’ Arbitro sia stato respinto o risulti estinto. Saranno esaminate solo le domande che arriveranno entro il 31 luglio. Tutta la pratica si concluderà entro la fine dell’ anno. Il piano però non trova tutti d’ accordo. Anzi, l’ associazione Avvocati dei consumatori attacca duramente l’ intesa trovata dalla Bpb e dal Comitato: ” Questo accordo è l’ ennesima dimostrazione che la banca non vuole risolvere il problema alla radice, ma continua a preferire gli effetti speciali – attacca l’ associazione – la prima questione paradossale è l’ ammontare del fondo destinato ai clienti- soci pari a 3,5 milioni di euro che, considerando le varie opzioni di risarcimento, può oscillare tra i 100 e i 175 risparmiatori. Una percentuale ridicola rispetto ai 70mila azionisti e gli 899 milioni di euro che sono usciti dal sistema famiglie e piccole imprese per finanziare la banca. Ma nel merito la Bpb supera se stessa, valorizzando a 2,38 euro le azioni che non hanno mercato e riducendo fino al 30 per cento il risarcimento nei casi di documentazione totalmente assente o non sottoscritta dal cliente”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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