4 Febbraio 2010

Da Pdl e Pd condanna bipartisan “Antidoping per chi fa tv”

ROMA – «Con un gesto di forte ravvedimento Morgan può forse tornare al Festival. La Rai dal suo caso potrebbe far partire una campagna anti-droga. Ma la questione è ormai un caso politico». L´analisi di Cesare Lanza, autore chiave di Sanremo, anticipa i possibili sviluppi del "caso Morgan", mentre il coro dei commenti politici è unanime, a destra e sinistra, nel condannare il cantante. Dal Pdl approva l´esclusione di Morgan il sottosegretario Francesco Giro e le deputate Alessandra Mussolini, Gabriella Carlucci e Mariella Bocciardo chiedono che tutti i partecipanti al Festival «si sottopongano a un test anti-doping». Il viceministro Roberto Castelli (Lega Nord) taglia corto: «Chi si droga è complice della mafia». Nell´Udc parlano di «un atto dovuto» Maurizio Ronconi e Luciano Ciocchetti. Anche dal Pd si levano voci favorevoli alla decisione Rai. Giorgio Merlo, vice-presidente della Vigilanza Rai, giudica la decisione «saggia e responsabile» e non una «censura»; Luigi Bobba auspica l´anti-doping per i conduttori. Contrari i radicali Michele De Lucia e Andrea De Angelis («festival della ipocrisia proibizionista») e Silvio Viale chiede di «riammettere Morgan a Sanremo». Si dividono le associazione per i diritti dei consumatori. La sospensione di Morgan per il Codacons è una decisione «saggia e coraggiosa», per l´Aduc «sfoggio di ridicola ipocrisia», per i telespettatori cattolici dell´Aiart una «scelta severa ma doverosa».

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