Da Paullo a San Donato, la mappa completa degli istituti sudmilanesi
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fonte:
- Il Cittadino
PAULLO Il più deciso a non finire nel calderone delle amministrazioni inerti è il primo cittadino di Paullo, Claudio Mazzola. «La scuola Mazzini in una "black list" di istituti che hanno fatto il loro tempo? Dico solo questo: che due anni fa una commissione ispettiva sovracomunale la setacciò da cima a fondo, emettendo alla fine la prescrizione di fissare meglio gli attaccapanni porta-abiti dei bambini. Tutto lì. Non proprio un verdetto di sovrana urgenza. Se poi mi si dice che la primaria di via Mazzini è un istituto di concezione per certi versi datata posso anche essere d’ accordo. Infatti andiamo a investire nove milioni di euro, in parte nostri in parte regionali, proprio per costruirla, la nuova elementare e media di via Fleming. Ma non perché quella vecchia crolli, semplicemente perché non è più adeguata al concetto odierno di fare didattica». n SAN DONATO Nella grandissima area del cosiddetto Omnicomprensivo di via Martiri di Cefalonia a San Donato Milanese, classica cittadella dell’ istruzione nata ai tempi del "baby boom" (anni Settanta-Ottanta) si incarica di capire quali possano essere le pesanti criticità degli istituti qui gomito a gomito (il Mattei, il Piero della Francesca, il Primo Levi), Piervirginio Bagnacani, preside del classico e scientifico Levi. Anche il Piero della Francesca e il Primo Levi infatti sarebbero sotto i riflettori dei sorvegliati speciali dal Ministero. «Per quanto appurato sotto la mia responsabilità – è dunque la fotografia del dirigente scolastico – qui abbiamo abbastanza urgenti il problema della controsoffittatura e delle finestre. Controsoffitti da rifare, finestre da sostituire in pratica. Per i primi il cantiere è imminente, i fondi regionali sono già a disposizione. Una ventina di finestre sono già quelle nuove. Ne mancano ancora parecchie ma siamo sicuri che i lavori verranno completati. Faccio notare che comunque le ispezioni periodiche nelle scuole si fanno. Anche noi l’ anno scorso abbiamo passato il vaglio di un’ indagine a quattro mani fra la provincia di Sondrio e quella di Milano». n MELEGNANO Anche a Melegnano, centro che raccoglie pure i bambini di Carpiano per quanto riguarda le scuole medie, l’ atteggiamento degli amministratori di fronte alla notizia incontra una reazione sospesa fra la perplessità e l’ impulso ad aprire le tabelle del bilancio. Sia la Dezza che il Frisi sono sul fatale elenco "strappato" dal Codacons. Enrico Lupini, assessore all’ urbanistica, spiega: «Stiamo spendendo un mucchio di soldi per i due istituti comprensivi non superiori – rivendica -: 800mila euro tre anni fa per il tetto di via Cadorna e 500mila che il Ministero ci ha girato per il giardino esterno della Paolo Frisi. Inoltre la Provincia ha messo nel bilancio 2012 ben 1,2 milioni di euro per la scuola superiore Benini-Piero della Francesca. Forse non saremo all’ avanguardia, ma neppure alla retroguardia». n CERRO Anche i piccoli comuni del Sudmilano, che spesso servono con le loro scuole centri ormai vicini ai cinquemila residenti, non scampano all’ "allarme rosso". C’ è Cerro al Lambro ad esempio, con il comprensivo primaria-secondaria di primo grado Manzoni. «Abbiamo passato l’ anno scorso l’ esame di "Scuola Sicura" – afferma il dirigente Roberto Sanzeni – e vorrei dire anche un’ altra cosa importante, relativa ai nuovi parametri metri quadrati-numero alunni: che le classi le assegna l’ ufficio studi di Milano, non noi a Cerro. Non siamo noi a darci il numero di studenti». Anche a Dresano (comprensivo Margherite, anch’ esso "segnalato" da Ministero e Codacons), viene rivendicata la recente messa in sicurezza del giardino esterno.
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