Da oggi partono i saldi per combattere la crisi È caccia ai super sconti
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fonte:
- Il Giorno
Promozioni speciali grazie al provvedimento regionale La ricerca Federmoda: «Mai un clima così sfavorevole» Serena Coppetti Sfiduciati e con pochi soldi da spendere. Niente di nuovo, se non fosse che un’ indagine commissionata da Federmoda a Astraricerca dimostra che dal dopoguerra a oggi non era mai stato registrato un livello così basso di quello che i ricercatori chiamano «sentiment».Con questo scarsissimo «sentiment» oggi a Milano partono le promozioni. Guai a chiamarli saldi (anche se tutti lo fanno). Come sottolineano gli esperti del settore, prenderanno il via ufficialmente tra un mese. Con un nome o con un altro fatto sta che il succo resta quello: da oggi i negozi potranno vendere merce a prezzi più bassi grazie alla decisione presa in via sperimentale dal Pirellone. Con la pubblicazione avvenuta sul«Burl»della legge regionale 9 del 7 giugno 2012 viene, infatti, sospeso il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti i saldi, previsto nel testo unico del commercio. Un’ eccezione che nelle intenzioni vorrebbe venire incontro alle difficoltà dei commercianti. Eppure secondo il Codacons le previsioni non sono rosee. In numeri: calo delle vendite del 10 per cento, con una spesa a famiglia che non supererà i 200 euro, contro i 220 dello scorso anno. E con 6 milanesi su 10 che non approfitteranno degli sconti di fine stagione. «Evidentemente non è un provvedimento risolutivo – allarga le braccia Massimo Torti, segretario generale di Federmoda- Ma la situazione è talmente critica che non possiamo stare fermi a guardare». Un altro dato. Nei primi tre mesi del 2012 in Lombardia hanno chiuso 495 negozi tra abbigliamento e calzature. Si tratta della metà del totale dei negozi chiusi nell’ intero scorso anno. E questo a fronte di appena 188 nuove aperture in questo inizio di anno. «Si rischia di vedere le nostre città svuotate», commenta Torti che aggiunge un elemento sempre col meno davanti. Rispetto all’ anno scorso il calo delle vendite è stato di circa il 15 per cento. «Abbiamo raccolto e rilanciato un comune sentire che arrivava dal basso. È stata una scelta condivisa e dettata da questo momento particolarmente difficile su cui sono in arrivo ulteriori fardelli, come l’ Imu e altre scadenze fiscali improrogabili ». Sembra rispondere così alla critica tagliente di Guglielmo Miani, presidente dell’ associazione di Via Montenapoleone che non nasconde la sua totale contrarietà a questo provvedimento. O meglio, al provvedimento fatto in questo modo. E spiega: «Siamo favorevoli a un’ anticipazione dei saldi ma sono necessarie regole precise. Come ad esempio limitando la percentuale di sconto oppure il valore totale della merce disponibile a questi ribassi anticipati ». Quello che Miani chiama un «soft start up» va bene ma così «sembra di essere nel far west e questo non giova a nessuno. Chi ci guadagna in questo modo è chi imbroglia il cliente. Chi taglia i prezzi forse aveva già sbagliato il prezzo di listino e poteva abbassarli da subito ». Secondo lui molti stranieri organizzano i viaggi a Milano a ridosso dei saldi, per acquistare le grandi marche a prezzi scontati. La «deregulation» per Miani sarebbe penalizzante anche sotto questo aspetto. «I saldi non vengono toccati e restano l’ evento. Per questo quelle che prendono il via oggi sono promozioni e non saldi- tiene a specificare Torti- E comunque restano una possibilità che viene data».Insomma nessuno è obbligato a farlo. E resta un esperimento. «Ognuno è manager del suo negozio – insiste Torti – e sa quali sono i prodotti in vendita che può portare senza difficoltà ancora avanti fino a luglio e quelli che invece è meglio mettere prima in promozione.D’ altronde è un momento davvero critico per gli operatori ma anche per i consumi. Lo dimostra il fatto che appena la notizia si è diffusa moltissimi si sono informati per conoscere i meccanismi». LE STIME Secondo le previsioni le vendite scenderanno del 10 per cento TAGLI Spesa da 200 euro a famiglia, ma sei milanesi su dieci non ne approfitteranno.
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