3 Luglio 2006

“Da noi taxi più cari al mondo, Roma la capitale più cara“

Roma Nel grafico sono riportati i prezzi delle corse di taxi in alcune capitali europee. L`elaborazione è della United Bank of Switzerland e si riferisco al 2003, quindi i valori riportati sono “vecchi“ rispetto alle tariffe applicate oggi. E proprio in base alle recentissime rilevazioni, l`Italia è in maglia nera per il caro-taxi. Lo denuncia il Codacons sulla base di un`indagine su alcune metropoli mondiali. A oggi, infatti, una corsa tipo di 5 km, in un giorno festivo e con una valigia al seguito, costa mediamente 19/20 euro a Roma, 18 euro a Milano, 16-17 euro a New York, 14 euro a Parigi, 12-14 euro a Berlino e a Madrid e 11-12 euro a Londra. In Italia inoltre – prosegue il Codacons – si sono registrati forti aumenti nelle tariffe dei taxi, fino al 15\%, nel passaggio dalla lira all`euro. Proprio le elevate tariffe praticate nel nostro paese porteranno i consumatori a manifestare l`11 luglio davanti Palazzo Chigi. “Abbiamo chiesto alla Questura di autorizzare un presidio dei consumatori dove manifesteranno i tassisti – afferma Carlo Rienzi, Presidente Codacons – e alle associazioni del Cncu di partecipare compatti a difesa del Decreto Bersani che liberalizza le licenze e spiegare agli stessi tassisti l`importanza del provvedimento del Governo“.La liberalizzazione dei taxi “è un primo, positivo, tentativo di aprire un mercato chiuso e corporativo, ma per i cittadini è ancora troppo poco“. Lo sostiene l`Aduc, secondo la quale a Roma il taxi costa il 360\% in più che a Parigi. “Troppo poco. Parliamo della liberalizzazione proposta dal ministro allo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, per ampliare il parco macchine dei taxi. Ricordiamo che su 1000 abitanti, Roma ha 2,1 taxi, Milano 1,6, Barcellona 9,9, Londra 8,3, Praga 3,9, Monaco 2,9, Parigi 2,4 Berlino 2. Nel 2004 facemmo un rapporto tra il prezzo di un taxi a Roma e a Parigi, paragonandolo al costo della vita e allo stipendio medio delle due capitali. Ebbene a Roma il taxi costava il 360\% in più che a Parigi“, afferma il presidente dell`Aduc, Primo Mastrantoni, ricordando che “nel 1989, in Nuova Zelanda, c`è stata la liberalizzazione delle tariffe e delle licenze, accompagnata dalla fissazione di criteri di qualità e dai relativi controlli. Il risultato è stato eclatante: è migliorata l`offerta e le tariffe hanno subito una differenziazione del 34\%“.Secondo l`Aduc, “non si capisce perché i costi di un taxi in versione utilitaria siano gli stessi di quelli di una vettura di cilindrata superiore, vale a dire perché mai un taxi-Punto deve costare quanto un taxi-Mercedes e perché mai il tassista che lascia la professione vende a 180mila euro la propria licenza quando l`ha ottenuta gratis dal Comune – aggiunge Mastrantoni – La soluzione adottata dal ministro Bersani è un primo, positivo, tentativo di aprire un mercato chiuso e corporativo, ma per i cittadini è ancora troppo poco. Per ora sollecitiamo i signori parlamentari che dovranno votare a schierarsi: con i cittadini o con le corporazioni“.

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