27 Dicembre 2011

Da Monti un Natale pane e cipolle  

Da Monti un Natale pane e cipolle
  Crollo dei consumi (-18%), cenoni senza cibi di lusso, restano a casa in 9 su 10.
 

[…]st’ anno dalla tavola della prima vigilia (quella di Natale) sono spariti i cibi di lusso come ostriche e champagne appunto, ma anche caviale e salmone.
E tutto fa pensare che lo stesso succederà a Capodanno.
Per le pietanze il Made in Italy, con bollito e pizze rustiche, ha rimpiazzato fois gras e bollicine d’ im portazione.
Non per questo si rinuncia al pesce: per acquistarlo, è la stima di ImpresaPesca Coldiretti, quest’ an no sarà speso quasi un miliardo di euro durante le festività del Natale, con il giorno della vigilia che registra il consumo più elevato dell’ anno.
Dalla crisi è dunque uscita rafforzata la riscoperta di prodotti del territorio: sempre buoni, anzi spesso ottimi ma anche più vicini e quindi meno cari.
Un dato che si sposa con quello del crollo verticale della spesa: anche se nella Penisola sono già stati comprati cibi e vini per 2,3 miliardi di euro, la cifra è molto inferiore rispetto all’ an no scorso.
Un calo netto del 18 per cento, superiore alle previsioni più pessimistiche.
Il drastico calo dei consumi è stato tale da fare di questo «il peggior Natale da dieci anni» secondo i conti del Codacons.
Per il "Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori", ogni italiano ha speso in media 48 euro in meno rispetto agli anni precedenti.
«La contrazione – sottolinea l’ asso ciazione – ha riguardato sia il settore regali che quello degli addobbi per la casa, mentre hanno retto i consumi alimentari.
Spese in calo anche per i viaggi, mentre il settore che più di tutti ha risentito della crisi è quello dell’ ab bigliamento e calzature, dove il calo delle vendite ha raggiunto quota -30%».
A proposito di viaggi, si stima che quest’ anno 9 italiani su 10 rimarranno a casa.
Persino un appuntamento tradizionale come il salto al cinema è venuto meno per una famiglia su due, se è vero che gli incassi al botteghino si sono dimezzati rispetto al 2010.
Insomma, dal calo – ma sarebbe meglio dire dal crollo – dei consumi non si è salvato nessun settore.
Lo conferma l’ osservatorio nazionale di Federconsumatori, che ha elaborato i dati sui consumi relativi alle festività natalizie, pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Sud della Penisola.
Il dato è univoco: ovunque si è verificata una forte contrazione rispetto ai consumi natalizi dello scorso anno.
La spesa totale si è attestata a 4 miliardi di euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati dalla stessa organizzazione.
La spesa media a famiglia è stata di appena 166 euro.
Nel dettaglio, secondo Federconsumatori la riduzione più marcata dei consumi si è registrata nel settore dei mobili e degli elettrodomestici (24%), seguito da quello dell’ abbigliamento e calzature (-18%).
Unico settore in controtendenza, anche se di poco (+1%), quello dell’ elet tronica di consumo, mentre "tengono" i consumi nell’ edi toria, sia nell’ acquisto di libri che di cd, articoli reperibili a prezzi contenuti rispetto ad altri, anche in virtù delle forti promozioni.
«Da tutto ciò – dichiarano Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef deriva l’ urgente necessità di affiancare alle misure di riequilibrio dei conti, che solo per la manovra Monti costeranno alle famiglie 1.129 euro, interventi determinati per avviare una nuova fase di sviluppo, attraverso il rilancio degli investimenti nei settori produttivi».
E per i saldi invernali in partenza a gennaio, le previsioni del Codacons rimangono nere.
«Saranno un flop afferma il presidente Carlo Rienzi -.
Le famiglie non hanno più possibilità di spendere per beni non essenziali, nemmeno in regime di sconti stagionali.
Prevediamo una riduzione record degli acquisti durante i saldi, con picchi del 30-40% in meno rispetto allo scorso anno».
 

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