6 Giugno 2018

Da Minoli alla iena Giarrusso La carica dei 239 per il cda Rai

Elena G. Polidori ROMA SARÀ forse il primo, vero, banco di prova per il governo del cambiamento giallo-verde. La Rai. E’ cominciata la grande corsa al cda più ‘osservato’ d’ Italia, quello che in base alla legge di riforma varata dal governo Renzi non sarà più composto da 9, ma da 7 componenti: 4 consiglieri indicati dal Parlamento (due dalla Camera e due dal Senato), due consiglieri indicati dall’ esecutivo a Palazzo Chigi su proposta del ministro dell’ Economia (oggi nelle mani di Giovanni Tria, leghista), un consigliere nominato dai dipendenti del servizio pubblico radiotelevisivo. In Parlamento sono arrivati ben 239 curricula, ma più che sui componenti del nuovo board l’ attenzione è alle scelte che farà il governo per le poltrone di presidente (dove sono in lizza Milena Gabanelli, Antonio Padellaro e Carlo Freccero) e per il direttore generale (in questo caso si parla di Ferruccio De Bortoli, Massimo Franco e di Fabrizio Salini, ex ceo di Fox Italia); saranno queste due figure ad imprimere una possibile ‘svolta’ nella linea editoriale, cavallo di battaglia elettorale dei 5 stelle. INTANTO, però, bisognerà scegliere i nomi del cda e l’ accordo politico non sarà facile, neppure all’ interno della stessa maggioranza. Tra i tanti nomi in lizza, c’ è l’ ex amministratore delegato di H3G, Vincenzo Novari, i giornalisti Michele Santoro, Giovanni Minoli, tra le donne spunta il nome di Lucia Calvosa, ex consigliere di Telecom Italia e di Mps e l’ ex assessora alla Cultura del Comune di Roma, Flavia Barca. Dei consiglieri Rai uscenti, si candidano a essere riconfermati Rita Borioni, Arturo Diaconale, Giancarlo Mazzuca e Franco Siddi. Dal mondo dei consumatori arrivano le candidature di Carlo Rienzi, presidente del Codacons e Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. In lizza, tra i tanti nomi noti e meno noti, ci sono anche il professore e avvocato cassazionista Alberto Gambino, l’ ex commissario Agcom Enzo Savarese e l’ ex responsabile del passaggio alla tv digitale al Mise, Vito Di Marco. INSOMMA, la scelta non sarà facile perché di mezzo c’ è anche la presidenza della commissione di Vigilanza Rai (a cui spetterà un ruolo fondamentale nella nomina del componente del cda nominato dai dipendenti, con il nome annunciato di Gianluca de Matteis Tortora, funzionario esperto anche in relazioni istituzionali) che dovrebbe andare all’ opposizione, più facilmente a Forza Italia che Pd, con due nomi per la presidenza già pronti, quello di Paolo Romani e di Maurizio Gasparri. Insomma, una vera ‘rivoluzione’ dove, ovviamente, non mancano le indiscrezioni su reti e testate, e in particolare, per il Tg1, viene fatto con insistenza il nome di Marco Travaglio. E gli attuali dg e presidente Rai? Al dg Mario Orfeo sarebbe stata offerta, nelle scorse settimane, la direzione de La Gazzetta dello Sport, mentre per Monica Maggioni si parla di direzione del nuovo canale Rai in lingua inglese, che dovrebbe inglobare anche Rai Italia. Maggioni sarà la prima ex presidente a restare in Rai dopo la fine del mandato al settimo piano di viale Mazzini. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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