DA MEDICI E NOTAI A SERVIZI PUBBLICI, SEGNALAZIONE SU 12 SETTORI
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fonte:
- Ansa
Liberalizzare è la parola d`ordine
per far ripartire il Paese. Perché la “lentezza del processo
decisionale“ e la “mancanza di concorrenza“ che ancora
gravano su alcuni settori dell`economia rappresentano “un freno
per la crescita del Paese“.
Così l`Antitrust sollecita Governo e Parlamento a non alzare
il piede dal pedale dell`acceleratore in tema di
liberalizzazioni, indicando dodici settori di intervento in
alcune grandi aree, che spaziano dalle infrastrutture ai
carburanti, dalle farmacie alle banche. “Semplificare il quadro
normativo e ridurre al minimo i regimi autorizzatori, anche a
livello locale“, è la raccomandazione dell`Autorità guidata
da Antonio Catricalà, nella convinzione che, per far ripartire
il Paese, debbano essere portati a termine interventi
“strategici“ su settori chiave dell`economia.
Soddisfazione da parte delle associazione dei consumatori,
anche se con alcune sfumature: l`Adoc promuove l`intervento del
Garante e il Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) lo giudica
“opportuno, a fronte di atteggiamenti di arretramento del
Governo“, i cui “primi atti mostrano più attenzione agli
interessi corporativi che al miglior funzionamento del mercato e
all`interesse dei consumatori“. E se l`Aduc parla di “ennesimo
rito e grido inutile“ il Codacons chiede che “dalle parole si
passi ai fatti nell`interesse dell`economia del Paese e di tutti
i cittadini“.
Ecco alcune delle aree di intervento indicate dall`Antitrust
nella sua segnalazione a Governo e Parlamento.
– COMMERCIO E FARMACIE: liberalizzazione orari ed aperture dei
negozi, eliminare i divieti sulla vendita congiunta all`ingrosso
e al dettaglio. Meno vincoli anche per la distribuzione dei
farmaci, con la necessità di incentivare i generici.
– MEDICI E NOTAI: l`accesso deve essere in linea di principio
libero ed il prezzo dei servizi stabilito d`intesa tra le parti.
In alcuni casi, per tutelare i consumatori, sono ammissibili le
tariffe minime, ma si deve dire addio ai numeri chiusi, come
accade per notai e medici del servizio sanitario nazionale.
– BANCHE E ASSICURAZIONI: dalle prime devono arrivare
informazioni più chiare per i consumatori per consolidare i
progressi conseguiti con le recenti modifiche normative, mentre
nel comparto assicurativo bisogna alimentare la concorrenza,
attraverso la semplificazione delle informazioni alla clientela
e la trasparenza delle condizioni economiche.
– MENO NORME E AUTORIZZAZIONI: anche attraverso il ricorso a
testi unici e codici e l`eliminazione dell`assenso preventivo
della P.A. sul terreno amministrativo.
– INFRASTRUTTURE: no a veti incrociati che bloccano la
realizzazione delle opere. E` necessario che lo Stato assuma la
“funzione di decisore di ultima istanza per la realizzazione
delle opere di interesse nazionale“.
– LUCE, GAS E BENZINA: più investimenti sulla rete elettrica,
con una piena separazione proprietaria tra attività di
distribuzione e vendita, “anche alla luce delle recenti e
previste aggregazioni di ex-municipalizzate“. Posizione simile
anche per il gas, un mercato in cui servono però anche nuovi
attori per ridurre “l`elevato grado di controllo esercitato
dall`operatore dominante“ Eni, soprattutto nel comparto dello
stoccaggio. Per frenare il caro-benzina, puntare sulla grande
distribuzione e gli operatori indipendenti.
– FERROVIE: anche qui serve la separazione proprietaria per
“eliminare la molteplicità dei ruoli e delle funzioni“ ora in
capo alle Fs, che si accompagni ad una “più chiara
individuazione degli ambiti di servizio pubblico“.
– SERVIZI PUBBLICI LOCALI: “disattese“ le aspettative
generate dalle iniziative di liberalizzazione, ora “é
prioritaria la loro privatizzazione per eliminare alla radice i
conflitti di ruolo“ nascenti dai legami tra soggetto pubblico,
Regione o ente locale, e società affidataria del
servizio.
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