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21 Giugno 2007

Da La Spezia a Grosseto inseguendo il sogno del diploma

Grosseto La lunga odissea di Alessio Le bocciature non finiscono mai
Da La Spezia a Grosseto inseguendo il sogno del diploma
Tra anni persi e recuperati, fino alla beffa più atroce

GROSSETO. Della serie “gli esami non finiscono mai“, per dirla con Eduardo, ecco l`iter scolastico di un giovane spezzino di 21 anni, di nome Alessio. Figlio di un architetto di La Spezia (uno dei genitori più amareggiati dalla vicenda), Alessio racconta la sua tormentata epopea scolastica, culminata ieri a Grosseto. Respinto più volte a scuola in Liguria, ieri è stato rifiutato all`esame di maturità linguistica da privatista alla Chiron. “Sono di La Spezia e vivo là – dice – dove ho fatto due anni di liceo Scientifico pubblico. Sono bocciato due volte, allora mi sono iscritto al Magistrale. Il 3º anno sono stato bocciato anche lì; allora mi sono iscritto al 3º anno di Linguistico privato, sempre a la Spezia. Ho fatto la 3ª e 4ª da privatista e ho conseguito regolarmente l`ammissione in 5ª. Quest`anno l`ho frequentata sempre privatamente, e ho fatto richiesta per sostenere l`esame di maturità“. E qui viene il punto. “Siccome a La Spezia non c`è un Linguistico pubblico col mio indirizzo “tradizionale“, mentre c`è un Linguistico sperimentale, ho cercato in un`altra città un istituto che rispondesse ai miei requisiti“. E l`ha trovato a Grosseto, “che tutto sommato è abbastanza vicina a La Spezia“. A novembre scatta l`iscrizione all`esame di maturità alla Chiron; ieri doveva esserci la prima prova. Così non è stato perché “alle 8,30, quando noi puntuali ci presentiamo davanti alla scuola per fare l`esame, non entriamo subito e si avverte che c`è qualcosa di strano. Ci fanno aspettare fuori per un`ora; dentro c`è gente che discute. Verso le 9,30 fanno entrare alcuni studenti e ne lasciano fuori altri tra cui me, dicendo che “noi l`esame non lo possiamo fare perché non abbiamo i requisiti“ adatti“. I requisiti di cui parla la funzionaria del provveditorato fanno riferimento a un concetto di “territorialità“, ovvero – dice lo studente spezzino – al fatto che “secondo lei e secondo la legge possono fare l`esame solo gli studenti residenti, mentre noi veniamo da fuori“. L`alunno e altri colleghi invocano quanto ha detto loro la Chiron school e anche la propria scuola spezzina, ovvero che “nei casi di scuole a scarsa o disomogenea distribuzione sul territorio nazionale, come il Linguistico, ci sono deroghe al principio di territorialità, per le quali anche senza essere residenti noi possiamo fare ugualmente l`esame“ a Grosseto. D`altra parte, interviene il padre, “né da parte della scuola privata frequentata da mio figlio a La Spezia, né da parte di questa scuola privata a Grosseto, né soprattutto da altri del ministero è arrivata alcuna avvisaglia che mio figlio l`esame non poteva farlo“. Il genitore in questione – che ha duramente contestato le ragioni e i metodi “estemporanei“ della funzionaria del Csa – minaccia ora un esposto alla Procura della Repubblica parlando, in termini ancora generici e ufficiosi, di “interruzione forzata di pubblico servizio“. Sventolando l`ordinanza del Tar Campania, che come si legge in un comunicato del Codacons ha deciso per la riammissione dei privatisti alla maturità, il padre conclude: “con alcuni genitori mi sto organizzando tramite il Codacons per fare una denuncia penale e civile nei confronti della signora Puleio, che non sappiamo nemmeno se aveva la possibilità per fare una cosa del genere e non ammettere mio figlio alla maturità“.

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